Segnali di crisi nella City

Mercati finanziari fermi, profitti in calo, primi tagli di personale. E crescono le preoccupazioni per una possibile bolla Fintech

Segnali di crisi nella City

 

Le prime indicazioni si erano viste attorno a febbraio, ma adesso possiamo parlare di certezze: la finanza londinese ha rallentato. I segnali sono molteplici: il mercato dei capitali è statico, nonostante l’elevata liquidità; le IPO e le M&A sono in stallo; il mercato azionario viaggia a ritmi ridotti.

Il quotidiano CityAM, dedicato a chi lavora in finanza, ha lanciato l’allarme lunedì scorso: I lavoratori della City devono prepararsi a “perdita di posti di lavoro, tagli ai bonus e tempi duri”.  Almeno cinque istituti diversi, scrive il free press londinese,  hanno rilasciato in questi giorni previsioni al ribasso per il settore bancario londinese. Si evidenzia il calo delle attività, oggi a livelli che non si vedevano dalla crisi finanziaria del 2008-09.  Vicky Pryce, chief economic adviser al CEBR, ha parlato di “malessere generale nella salute dei servizi finanziari”.

I primi job cuts sono in arrivo. È di pochi giorni fa la decisione di Nomura di chiudere il desk equity europeo. Circa 500 investment bankers perderanno il posto, la maggior parte dei quali basati a Londra. Il piano dettagliato sarà reso noto il 27 aprile, quando la banca giapponese presenterà il bilancio 2015.

Preoccupa anche il retail banking. L’International Monetary Fund ha indicato che RBS e Lloyds sono tra le banche europee piú a rischio. KMPG ha fatto notare che nel 2015 i profitti delle 5 maggiori banche britanniche (Barclays, HSBC, Lloyds, RBS, Standard Chartered) si sono ridotti del 40%. In questo contesto, iniziano a sentirsi le prime preoccupazioni per una possibile bolla del settore Fintech. Il settore è letteralmente esploso negli ultimi anni, attraendo a Londra anche  numerose start-up italiane, ma diversi operatori stanno esprimendo perplessità sul potenziale a lungo termine di queste iniziative.

Sul clima della City pesa inevitabilmente anche l’incertezza Brexit (in misura minore, quella sul nuovo sindaco di Londra). Decisioni e accordi strategici saranno presi solo dopo il 23 giugno.

Francesco Ragni

Londra, 15/4/2016