Scommettere sulla Brexit: cosa offrono (e quanto pagano) i bookmakers

L'evento più probabile è l'estensione dell'articolo 50. Si può puntare anche sul paese nel quale si rifugerà la Regina Elisabetta in caso di disordini

Scommettere sulla Brexit: cosa offrono (e quanto pagano) i bookmakers

 

Il Regno Unito uscirà veramente dall’Unione Europea il 29 marzo? Lo farà con un accordo o senza? Avremo forse un secondo referendum? Visto che dalla politica e dal mondo dei media non arrivano risposte, abbiamo provato a rivolgerci a chi per mestiere è abituato a prevedere gli esiti di eventi futuri: le aziende di betting. Le risposte sono illuminanti.

William Hill sembra abbastanza sicura che ci sarà un rinvio della Brexit, grazie a una proroga dell’articolo 50. Le scommesse su questo scenario sono offerte con una quota molto bassa (1.36, ovvero giocando 1 sterlina si vincerebbero solo 36p). Per avere una idea è la stessa quota offerta per la vittoria del Liverpool, capolista in Premier League, contro il West Ham, dodicesimo in classifica, nella partita di stasera.

Se però non ci dovesse essere il rinvio e rimanesse confermata la data del 29 marzo per la Brexit, è piú probabile che l’uscita avvenga senza accordo. Il “no deal” è quotato a 4 mentre il “deal” è offerto a 5. Piccole differenze ma significative. Praticamente esclusa la revoca dell’articolo 50, ovvero la cancellazione della Brexit, le scommesse sono accettate con una quota altissima (26). Più aperta la questione di un secondo referendum con quote di 2.75 per il si contro 1.40 per il no, mentre è quasi sicuro che Theresa May non sarà più Primo Ministro entro la fine dell’anno (1.28).

Ladbrokes (il piu antico bookmaker inglese, in attività dal 1886) non offre scommesse sull’estensione dell’articolo 50 ma rispetto a William Hill considera piú probabile il “no deal”, quotato a 3, mentre rimane più scettico riguardo l’ipotesi di un secondo referendum, quotata a 4.

Anche Paddy Power non è convinto del ”no-deal” (3.75), mentre l’alternativa (la firma dell’accordo o una estensione dell’articolo 50) è quotata appena 1.22. Niente panico insomma, almeno per ora. L’estensione dell’articolo 50 appare molto probabile (1.5) così come il fatto che non sarà introdotto un confine tra le due Irlande (1.14). Ma guardando le scommesse offerte da questo allibratore, vengono i brividi a vedere quali scenari sono presi in considerazione.



Si può scommettere sul fatto che nel corso del 2019 nel Regno Unito vengano a mancare i contraccettivi (quota 4); che i treni nella Manica siano sospesi per più di 7 giorni consecutivi (11); che la sterlina raggiunga la parità con l’Euro (4) e che il governo UK introduca razionamento del cibo (13) o del carburante (5). Forse è solo creatività, quotare scommesse originali aiuta ad attrarre clienti, ma fa comunque riflettere che certi eventi siano stati giudicati adatti ad essere proposti agli scommettitori.

Paddy Power ha pensato anche alla famiglia reale. Dove andrà la Regina se dovesse essere evacuata dal Regno Unito in caso di disordini sociali legati a una Brexit senza accordo? Più probabilmente in Irlanda (23), seguita da Australia e Canada (34), USA, Germania e Nuova Zelanda (41). Fa un po’ ridere pensare a Elisabetta che si rifugia nel continente a causa della Brexit. Ma in fondo avrebbe un senso, considerando che nelle vene dei Windsor scorre sangue teutonico.

Ma anche se Brexit ci sarà, con o senza deal, non c’è da disperare. Esiste sempre la concreta possibilità che il Regno Unito, resosi conto dell’errore fatto, decida di rientrare nell’Unione. Se volete scommettere su questo evento (“UK to apply to rejoin the EU by 2027”) potete farlo con Paddy Power. La quota? Appena 1.83.


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