Scandalo molestie a Westminster, trema il Governo May

Si è dimesso il Ministro della Difesa Michael Fallon, subito rimpiazzato, ma sono in molti a tremare tra parlamentari e ministri

 

Dal caso Weinstein a Westminster: lo scandalo delle molestie sessuali si allarga a macchia d’olio ed investe ora anche il governo britannico, puntando il dito contro i più stretti collaboratori della premier Theresa May.

Con le sue dimissioni, annunciate ieri sera dalla BBC, il ministro della Difesa britannico Michael Fallon è il primo del governo May ad ammettere pubblicamente “comportamenti impropri” e a lasciare l’incarico sull’onda delle accuse di molestie sessuali che da lunedì hanno investito prepotentemente lui e altri membri conservatori a Westminster. L’ormai ex Ministro, in un breve annuncio ai microfoni della BBC, ha ammesso di aver adottato in passato “comportamenti inferiori alle aspettative richieste dalla sua carica, oggi non più accettabili”, sebbene non menzionando esplicitamente l’episodio di quindici anni fa che lo incriminerebbe (durante una cena il ministro aveva più volte appoggiato la mano sulle ginocchia di una nota giornalista radiofonica, nonostante lei gli avesse ripetutamente chiesto di smettere).

Ma l’episodio di Fallon è soltanto la punta di un ben più grosso iceberg, e l’effetto delle sue dimissioni rischia di destabilizzare il già fragile governo May, ancora profondamente diviso sulla questione della Brexit e caratterizzato da una debole maggioranza ottenuta a giugno soltanto grazie all’appoggio degli unionisti protestanti. Secondo un dossier compilato da alcune ricercatrici parlamentari britanniche e fatto circolare a Westminster dalla fine della scorsa settimana, insieme ai nomi di Fallon e Mark Garnier – sottosegretario al commercio estero che nei giorni scorsi ha ammesso di aver fatto comprare più volte “sex toys” alla sua ex segretaria – ci sarebbero infatti altri 40 deputati conservatori coinvolti nello scandalo, tra i quali anche 15 membri del governo.  

Consapevole dell’effetto destabilizzante che questo “sexgate” potrebbe avere sul suo governo, la premier Theresa May ha provveduto a rimpiazzare Fallon in tempi record in mattinata, annunciando la promozione del suo capogruppo Gavin Williamson a nuovo Ministro della Difesa ed evitando così il tanto temuto rimpasto per allontanare tutti i presunti molestatori. Nei giorni precedenti, la May aveva anche pubblicato una lettera dove, dichiarando “intollerabile” lo scandalo, annunciava l’avvio di un’inchiesta interna e misure a tolleranza zero per casi di questo tipo.

Resta da vedere quanto il rimpiazzo di Fallon ottenga gli effetti sperati dalla May. Secondo alcuni media britannici, alle dimissioni dell’ex ministro potrebbero seguire quelle di Damian Green, numero 2 del governo britannico e braccio destro di Theresa May, tra i nomi più “importanti” presenti sul dossier. Il segretario 61enne continua a negare ogni accusa, ma intanto il governo britannico ha avviato un’indagine interna anche sul suo caso.

Londra, 02/11/2017

Mariaelena Agostini

@AgostiniMea

foto: Theresa May e Michael Fallon (credits: the Sun)