Sarà soft Brexit: Theresa May ottiene l’accordo con i “ribelli” del Governo

L'UK propone la realizzazione di un’area di libero scambio con l’UE e un regolamento comune per i mercati dell’industria e dell’agricoltura. La palla passa ora a Bruxelles

Sarà soft Brexit: Theresa May ottiene l’accordo con i “ribelli” del Governo

 

Sarà soft Brexit. Ci sono volute dodici ore di meeting blindato (con tanto di ritiro di cellulari all’ingresso) presso la residenza di campagna a Chequers, ma venerdì la premier britannica Theresa May è riuscita a convincere l’intero Governo (foto in alto) ad approvare la sua proposta per la Brexit, che prevede la creazione di “un’area di libero scambio tra il Regno Unito e l’Unione Europea, e un regolamento comune per i beni industriali e i prodotti agricoli”.

I mercati dell’industria e dell’agricoltura rimarrebbero quindi nel mercato unico, mentre risulterebbe abolita la necessità di dazi. Secondo la May, tale accordo riuscirebbe inoltre a risolvere molti altri nodi nelle trattative per la Brexit, tra i quali anche quello (il più intricato) del confine nordirlandese.

Che la premier puntasse ad una uscita “morbida” dall’Ue era già nell’aria da tempo. Meno scontata – anzi, quasi impossibile – era la possibilità di raggiungimento di un accordo comune con i membri stessi del suo partito, ed in particolare con quell’ala estrema favorevole invece ad una hard Brexit (opzione che prevede un’uscita netta dal mercato unico e dall’unione doganale) capitanata da Boris Johnson, che da sempre minacciava dimissioni e un voto di sfiducia nei confronti della May.

La premier è riuscita ancora una volta ad evitare una crisi di governo con un compromesso, incitando a “superare le divisioni interne per il bene del paese”. I dettagli della proposta saranno pubblicati in un white paper lunedì, ma resta da vedere se il piano approvato dal governo inglese riuscirà ad ottenere la “benedizione” di Bruxelles.

In tarda serata di ieri il capo negoziatore Michael Barnier si è detto “favorevole ad un compromesso se Londra ammorbidisse le sue posizioni” ma ha anche fatto notare che il tempo stringe. Mancano solo 9 mesi all’uscita formale del Regno Unito dall’Unione (prevista per il 29 Marzo 2019) e ad ottobre la May dovrà presentare il tanto atteso documento di 150 pagine che deve descrivere in modo dettagliato le future relazioni del paese post-Brexit con l’Unione.

Il tanto temuto no deal – un’uscita del Regno Unito senza un accordo con l’UE – non è ancora del tutto scongiurato.