Salviettine umidificate, nuovo nemico dell’ambiente. In UK progetto per bandirle

Dopo il divieto di usare cannucce per i drink e bastoncini per le orecchie, il Governo sta mettendo a punto altre iniziative contro la plastica

Salviettine umidificate, nuovo nemico dell’ambiente. In UK progetto per bandirle

 

La nuova frontiera della lotta alla plastica avrà per nemico le salviettine umidificate. Il ministro dell’ambiente Michael Gove ha infatti annunciato che intende porre dei divieti anche contro questo tipo di materiale, che non è biodegradabile. A spingerlo a riflettere sul problema e a cercare una soluzione è stata una recente indagine condotta dall’associazione londinese Thames 21, che si occupa di pulire fiumi e canali.

In un solo giorno, battendo una zona di 116 metri quadrati vicino ad Hammersmith, i volontari hanno recuperato 5453 salviettine umidificate (foto in alto), che erano bloccate sul fondo del fiume e poi sulle rive, tra rifiuti, rami e fango. Un quantitativo enorme considerata la superficie ridotta, che ha praticamente cambiato il letto del fiume e la sua forma, con un impatto sull’ambiente, che si sarebbe potuto evitare.

Secondo gli attivisti dell’associazione, la tendenza a servirsi di questi materiali usa e getta è in aumento. Dopo averli usati i cittadini le buttano nel water, così finiscono nella fognatura, che spesso viene anche bloccata dalla loro consistenza pesante, e da lì nel fiume. Quando il livello dell’acqua si abbassa leggermente, si vede che il suo letto ha una forma diversa, come le rive, perché queste formazioni innaturali lo trasformano.

Il rischio è che il cambiamento sia sempre maggiore, dal momento che il mercato delle salviettine umidificate è in continua espansione. Nate per il cambio dei bambini, ora vengono utilizzate in molti altri contesti; ci sono quelle per eliminare il trucco, le salviette igienizzate per fare le pulizie velocemente, quelle per pulire gli animali. La produzione aumenta in media del sei per cento ogni anno, con la prospettiva di passare dall’attuale indotto di tre miliardi di dollari a un mercato da quattro miliardi almeno nel 2021.

Peccato che le salviettine umidificate siano fatte di fibre di cotone tenute insieme con resine plastiche, come propilene e poliestere, che non sono biodegradabili e rimangono nell’ambiente. Per questo le salviettine andrebbero messe nell’immondizia, ma molti non lo sanno o non ci pensano, le gettano nel water e il pericolo di inquinamento si moltiplica, sul fiume Tamigi, ma anche su tutti gli altri corsi d’acqua e di conseguenza nel mare. I danni causati dalle salviettine, poi, riguardano anche la manutenzione delle infrastrutture.

Uno studio compiuto lo scorso anno dalla Water UK, che riunisce buona parte delle compagnie inglesi che si occupano di fognature e distribuzione dell’acqua, ha sottolineato come il 93 per cento dei blocchi negli scarichi siano da addebitare proprio ad accumuli di salviettine. Il ministro Gove nel suo piano per eliminare tutti i prodotti usa e getta a base di plastica ha inserito adesso anche un capitolo dedicato alle salviettine umidificate, ma i tempi di realizzazione del progetto non sono ancora stati definiti. Anche perché c’è una certa reticenza, soprattutto da parte di infermieri e assistenti sanitari, che nella fretta di assistere i malati con ritmi serrati trovano in questi strumenti un aiuto notevole per mantenere igiene e pulizia.

La battaglia contro le salviettine, comunque, è l’ultimo fronte di una campagna che si sviluppa ormai a 360 gradi. Dopo il divieto di usare cannucce di plastica e bastoncini per le orecchie, adesso il governo sta mettendo a punto tasse per rendere meno conveniente usare tutti i tipi di imballaggi di plastica.

Un modo per colpire le industrie e invitarle a cambiare strategia, ma anche per bloccare all’origine la produzione di oggetti inquinanti. Inseguendo il sogno che gli oceani si possano salvare.


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito