Brexit, rischio deportazione per chi non richiederà il Settled Status nei tempi di legge

Una dichiarazione del Ministro dell’Interno Brandon Lewis ha messo in allerta i cittadini europei ancora alle prese con le autorizzazioni di permanenza nel Regno Unito

Brexit, rischio deportazione per chi non richiederà il Settled Status nei tempi di legge

 

Dopo due false partenze, il 31 gennaio scoccherà l’ora Brexit. E’ quasi certo che si uscirà dall’Unione con un accordo e quindi gli europei residenti nel Regno Unito avranno fino alla fine di giugno 2021 per fare domanda di settled o pre-settled status.

Lo scorso ottobre il Ministro dell’Interno Brandon Lewis ha dichiarato a una testata giornalistica tedesca che coloro che non faranno domanda entro il tempo stabilito saranno soggetti alle norme immigrative in vigore, applicabili per ora solo agli extra-europei, con la possibile conseguenza di essere espulsi dal Paese per essere sprovvisti di permesso di soggiorno.

Più di recente questa dura posizione è stata un po’ ammorbidita da nuovi commenti di Mr Lewis che ha assicurato che il Ministero non intende deportare automaticamente chi non avrà fatto domanda di settled o pre-settled status entro il termine previsto. Questi toni meno minacciosi però non rassicurano del tutto.

Infatti anche se il minstro ha dichiarato di non avere intenzione di “deportare automaticamente” chi non avrà fatto domanda in tempo, al fine di ottenere una proroga sarà necessario dimostrare di aver avuto “validi motivi” che hanno impedito di agire in tempo.



In cosa consistano questi validi motivi non è chiaro. Sicuramente non basterà dire che non si era a conoscenza dell’obbligo di presentare domanda o di essersi dimenticati.

Le varie situazioni saranno valutate caso per caso, ma ciò significa che l’onere di provare di aver avuto difficoltà peserà su chi si trova in una posizione irregolare, perchè sino ad ora il governo britannico non ha espresso alcuna intenzione di estendere il termine per fare domanda oltre giugno 2021.

Questa però rimane una possibilità che potrebbe essere presa in considerazione, se saranno in molti a trovarsi senza documentazione entro tale data. Anche se all’assenza di settled status non conseguirà una deportazione automatica, è possibile che l’Home Office rifiuti di considerare che le motivazioni addotte siano sufficientemente forti e pertanto si correrà comunque il rischio di dover lasciare il Paese o di dover presentare una domanda su base più complessa o discrezionale, che potrebbe essere a sua volta rifiutata.

Meglio quindi agire per tempo, e di tempo ce n’è ancora, e regolarizzare la propria posizione. Dati recenti mostrano che fino ad ora la stragrande maggioranza delle domande è stata accettata, anche se molti che avevano diritto al settled status si sono visti concedere soltanto il pre-settled status. Chi si trova in questa situazione dovrebbe ripresentare domanda per ottenere lo status a cui ha diritto.

Poche domande sono state rifiutate, alcune a causa di precedenti penali seri. In caso di precedenti, è importante dichiarare con chiarezza il tipo di sentenza ricevuta.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga director di MGBe Legal. Per contattarla gabriella@mgbelegal.com

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