Richiamo del vaccino, una petizione online chiede al governo britannico di rispettare “le settimane”

A oggi sono state somministrate 4.609.740 dosi, e solo 460.625 di richiamo

Richiamo del vaccino, una petizione online chiede al governo britannico di rispettare “le settimane”

 

Trecentomila firme contro le linee guida del governo sul vaccino anti-covid. Destinatari della petizione online è il Parlamento inglese e il ministro della salute, Matt Hancock, al quale si chiede di aderire ai protocolli sanitari che assicurano la piena funzionalità dei vaccini, invece di “giocare con la vita delle persone”, come si legge sulla pagina ufficiale.

A generare le critiche al governo Johnson la circolare diramata ai medici del servizio sanitario nazionale ai quali si dice che, in mancanza della medesima dose di vaccino originariamente iniettata, sono invitati ad utilizzare un altro tipo di trattamento in qualità di richiamo.  Alla data di oggi, secondo i dati ufficiali del governo, sono state somministrate 4.609.740  dosi, e la seconda dose equivale a 460.625.

Un “suggerimento” che ha generato perplessità su più fronti con Pfizer che si aggiunge al coro delle critiche, stigmatizzando la posizione del governo. Come chiarito dalla casa farmaceutica, nonostante già dal dodicesimo giorno dalla somministrazione del primo vaccino ci siano già segni di protezione, è solo con due dosi del medesimo trattamento che si raggiunge la piena immunizzazione, con efficacia pari al 95%. 

Una posizione che fa il paio con quella della dottoressa Mary Ramsay, a capo del servizio di immunizzazione dell’ente di Salute Pubblica inglese. Infatti, nelle parole dell’esperta, l’utilizzo di un richiamo diverso dalla quello della prima dose non è raccomandato. Anzi, è consigliabile solo in “rare occasioni”. 

In particolare, spiega l’esperta, “ci potrebbero essere delle particolari eccezioni dove lo stesso vaccino non sia disponibile o non sia possibile sapere quale dose il paziente abbia originariamente ricevuto. Ogni sforzo – invita la Ramsay –  dovrebbe essere intrapreso per assicurare lo stesso tipo di somministrazione”. 

Questo, in quanto, come spiegano i virologi in campo, ciascuno dei vaccini approvati dall’ente regolatore inglese, utilizza una diversa tecnologia per indurre la risposta immunitaria contro il Covid-19. 

L’uso di due diversi trattamenti non garantisce una adeguata difesa dal coronavirus, col rischio di vanificare gli sforzi della campagna vaccinale che, nel Regno Unito, sta viaggiando spedita.  

Quello che, invece, è al vaglio, e oggetto di valutazione della stessa dottoressa Mary Ramsay, è la portata della immunizzazione che consegue al primo vaccino.

Una questione non secondaria, in quanto la responsabile del servizio di immunizzazione inglese ritiene che “se i dati confermano una discreta protezione sugli ultraottantenni già al primo vaccino, il richiamo potrebbe essere ritardato fino a dodici settimane, in favore della somministrazione in soggetti più giovani”.

Una scelta non esente da critiche, ma che nell’idea dell’ente di Salute Pubblica inglese potrebbe ampliare, e non di poco, la platea dei soggetti vaccinati.

A questo indirizzo internet la pagina ufficiale della petizione.

 


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