La notte più lunga per Theresa May. Il Labour recupera, sterlina giù. UK con un Parlamento diviso

Theresa May perderebbe 16 seggi e non avrebbe i numeri per governare da sola. Si va verso un "Hung Parliament". Sterlina in picchiata.

La notte più lunga per Theresa May. Il Labour recupera, sterlina giù. UK con un Parlamento diviso

 

In questo articolo forniremo aggiornamenti in diretta sull’andamento del voto.


Key facts:

  • Il nuovo Parlamento è diviso (“hung”). Il nuovo Governo dovrà essere un governo di coalizione. Nessun partito ha ottenuto i 326 seggi minimi necessari per governare da soli.
  • Quando mancano solo 5 seggi su 650, i Tories vincono 314 seggi verso i 261 dei Labour.
  • Corbyn chiede le dimissioni di Theresa May
  • Nella precedente elezione generale del 2015 i Tories vinsero con il 36.9% dei voti e 330 seggi. I Labour ebbero il 29% dei voti e 232 seggi. L’affluenza fu del 66.4%
  • Gli iscritti al voto erano 46.9 milioni di persone.

06.15 – Inizia adesso una giornata che si preannuncia ancora piú intensa di quella che si è appena conclusa. Grazie per essere stati con noi. In questo articolo trovate la nostra prima analisi del voto.

05.55 – Solo 20 seggi da dichiarare: i Tories sono a 306 seggi contro i 257 dei Labour. A questo punto la matematica offre la certezza di quello che gli exit poll hanno detto sin dalle 22 di ieri sera: i Tories non possono piú governare da soli

05.20 – Quando mancano solo 37 seggi su 650, i Tories vincono 296 seggi verso i 251 dei Labour. Secondo le previsioni di SkyNews il risultato finale vedrà i Tories primo partito con 315-321 seggi, seguito dai Labour con 260-266. In ogni caso, una sconfitta per la May che se ne dovrà assumere la responsabilità.

02.54 – Con circa il 40% dei seggi scrutinati, il divario tra Tories e Labour comincia ad assottigliarsi in termini percentuali. I primi sono a quota 94, i secondi a 110, con la maggioranza necessaria per governare fissata a 325.  Intanto i Lib Dem fanno sapere di non volersi alleare con nessuno. “La nostra esperienza dopo l’ultima volta è stata che il partito di maggioranza si prende i meriti di tutto quello che viene fatto, mentre il partito di minoranza la colpa delle cose che non piacciono alla gente” ha spiegato un esponente di spicco, Sir Menzies Campbell. Frasi di circostanza? Ricordiamo che i Lib Dem sono europeisti, e un’eventuale alleanza con il Labour potrebbe avere conseguenze importanti sulla Brexit.

02.29 – “Nel giro di pochi giorni ci potremmo trovare con un governo di coalizione guidato da Jeremy Corbyn e un secondo referendum (sulla Brexit) in vista”. Sono parole di Nigel Farage, ex-leader dell’UKIP. Tornare? Il politico nazionalista confessa di “non avere assolutamente altra scelta se non fare esattamente questo”. Farage aggiunge di aver sottovalutato Corbyn, che, invece, “ha condotto una campagna stupenda”.

02.27 – Con circa 100 collegi scrutinati, la BBC aggiorna le proprie previsioni. I Conservatori sono ancora dati largamente vincenti; per la maggioranza, però,  secondo l’emittente britannica, mancherebbero 4 seggi.  Secondo le previsioni, il partito di Theresa May si fermerebbe a quota 322.

02.19 – L’ex sindaco di Londra Boris Johnson si rifiuta, per il momento,  di commentare i risultati. Ma l’espressione  a tratti compiaciuta del suo viso, notano i commentatori, non riesce a nascondere l’ambizione di prendere il posto di Theresa May alla guida del Partito Conservatore.

02.13 – Il sindaco di Londra Sadiq Khan si è congratulato con la candidata laburista Marsha de Cordova, che ha strappato il collegio di Battersea al ministro Jane Ellison.

01.50 – Il Labour è ancora in testa con 28 seggi a 18. Il sito Betfair quota Jeremy Corbyn come il candidato favorito per la poltrona di primo ministro. Con meno del 10% dei risultati definitivi, appare fantascienza. Ma è abbastanza per far traballare la sterlina, che rimbalza e scivola nuovamente. I mercati non capiscono in che direzione andare, e ogni voce basta a determinare spostamenti.

01.-37 – Primi due seggi per lo Scottish National Party di Nicola Sturgeon.

01.22 – Il Labour è provvisoriamente in testa con 16 seggi a 8 sui Conservatives. Ancora nessun seggio per Lib Dem, Scottish National Party, Verdi e UKIP.

01.03 -Procede il conteggio dei voti. Il Labour è in testa con 10 seggi a 5 su 650. La quota per governare senza coalizioni è di 326 seggi. I dati non sono indicativi, ma testimoniano il recupero di Corbyn. Male l’UKIP.

00.37 -Liam Fox, il ministro per il Commercio Internazionale è al microfono di Laura Kuenssberg, political editor della BBC. Alla domanda se può garantire che Theresa May non  sarà costretta alle dimissioni nel caso gli exit poll si rivelino corretti, il titolare del dicastero preferisce non rispondere prima di conoscere i risultati definitivi. Se fosse costretta alle dimissioni, May avrebbe avuto il mandato più breve per un premier britannico dagli anni ’20.

00.20 – “Pare che Jane Ellison a Amber Rudd stiano per perdere – due ministri che perdono il proprio seggio” twitta la giornalista politica BBC Laura Kuenssberg.

00.06 – Mentre arrivano i primi risultati definitivi dai collegi, tra le domande più cliccate su Google c’è quella di chi si chiede perché Theresa May abbia indetto elezioni generali. L’UKIP, il partito di Nigel Farage,  prende posizione per bocca dell’attuale leader Paul Nuttal. “Theresa May ha messo la Brexit a rischio – afferma su Twitter –  Avevo detto sin dall’inizio che questa consultazione era sbagliata. Hubrys” (termine greco classico, che si può sinteticamente tradurre con “tracotanza”, ndr).

23.42 – La Sterlina subisce lo choc delle previsioni fornite dall’Exit Poll: perde valore rispetto all’euro. Alle 23 valeva 1.14 euro, meno di due centesimi di euro rispetto a 24 ore prima quando il cambio si aggirava £1 = 1.16€. Alle 23.44 inoltre sono stati assegnati ufficialmente 3 posti al Parlamento sui 650 totali: tutti e tre ai Laburisti.


23.02 – Newcastle è la prima città a dichiarare il risultato del suo seggio, “bruciando” Sunderland che tradizionalmente è la prima. Nessuna sorpresa: i Labour mantengono il loro seggio. Ma l’analisi dei dati mostra che i Labour aumentano i loro voti del 9.9%, mentre i Conservatori aumentano del 5.7%. Entrambi rubano voti a UKIP, Green e Lib Dem.


22.50 – Superato lo choc iniziale, sono iniziate le analisi. Che Governo potrà prendere forma? Per governare servono almeno 326 Parlamentari. Alleandosi con i LibDem i Tories ci arriverebbero appena (314+14=328) e sarebbe una maggioranza debolissima. In piú i Lib Dem sono rimasti scottati dall’esperienza del primo governo Cameron-Clegg e hanno già detto di non essere disponibili ad alleanze.  L’altro scenario potrebbe vedere i Tories alleati con l’SNP (314+34=348).  In alternativa, potrebbero essere i Labour a prendere l’incarico di formare un Governo, anche in questo caso con una vasta alleanza.


22.30 –  Reazioni su Twitter. Che chi suggerisce cautela (“L’anno scorso a quest’ora Nigel Farage stava concedendo la vittoria al Remain…”) e chi usa una metafora calcistica come Gary Lineker: “Penso che Theresa May ha segnato l’autogol dell’anno”


22.25 – Quanto sono affidabili i risultati degli exit poll? Difficile dirlo.  Nelle ultime consultazioni, i primi exit poll si sono rilevanti significativamente diversi dal risultato finale.  Il campione scelto da Ipsos Mori è di circa 20mila elettori, intervistati all’esterno dei seggi elettorali di oltre 100 collegi considerati rappresentativi dell’intera Gran Bretagna.


22.15 – L’ipotesi di un hung Parliament (con Governo di coalizione) spaventa i mercati. La sterlina perde rapidamente terreno nei confronti del dollaro dopo l’annuncio degli exit poll.


22.10 – Se gli exit poll saranno confermati, si tratta di un risultato formidabile per Jeremy Corbyn, che rafforza la presenza in Parlamento e mette la May all’angolo. Con soli 314 seggi i Tories non potrebbero governare da soli (ne servono almeno 326) e dovrebbero cercare una coalizione, come avvenne nel 2010.


22.00 –  EXIT POLL: I Tories vincono le elezioni ma perdono rispetto al 2015 e non hanno la maggioranza per governare da soli. Gli exit poll assegnano 314 seggi ai Tories, 266 seggi ai Labour, 14 ai Lib Dem, 34 al SNP.


21.50 – Tra pochi minuti, alle 22 esatte, arriveranno i primi exit poll. SkyNews, BBC, ITV News e Channel 4 hanno iniziato le dirette elettorali. Ci sarà una sorpresa?


20.40 – Davvero poco da segnalare in questa giornata elettorale. Le votazioni proseguono normalmente. E allora vi proponiamo un altro seggio “inusuale”. Questo è stato allestito all’interno di una lavanderia di Oxford.


19.20 – A meno di tre ore dalla chiusura dei seggi è ancora possibile scommettere sull’esito delle elezioni. Le quote sono sempre piú a favore di Theresa May. Skybet offre la vittoria dei Tories 1/20, solo ieri la stessa quota era 1/12. L’esito di un hung parliament (ovvero un Parlamento dove nessun partito ha i numeri per governare da solo) è quotato 9/2.  Stessa quota assegnata alla possibilità che Jeremy Corbyn sia il prossimo Primo Ministro.


18:30 –  Lunghe file nei seggi dove votano gli studenti universitari. Sul web, da posti come Norwich e Cambridge arrivano foto e tweet che mostrano come i piú giovani sembrano avere a cuore l’esito di questa elezioni.  Una buona notizia per i Labour, che nel loro manifesto hanno proposto l’abolizione delle tasse universitarie e la cancellazione del debito per gli studenti che hanno preso soldi a prestito per completarla.


16.45 – Musei, pub, centri sociali, palestre. Ogni luogo di aggregazione pubblica può ospitare una polling station. Ma in queste elezioni generali del 2017 è stato scelto un luogo davvero insolito: un vecchio vagone di un treno della Wensleydale Railway nel North Yorkshire, trasformato in una caffetteria. E solo per oggi anche in una postazione per votare.


15.38 – Una sfida politica che va avanti anche a colpi di tweet (Trump docet). Jeremy Corbyn ha fatto un totale di 703 tweet durante la sua campagna elettorale vantando poco più di un milione 130 mila followers; la diretta avversaria Theresa May, appena 77 a poco più di 342 mila followers.


13.15 – Perché votare con la matita, che si può cancellare, anziché con la penna, che è indelebile? Torna la Cospirazione del voto modificato con tanto di  che è già tra i trend su Twitter. In realtà non esiste nessuna legge che vieti l’utilizzo della propria penna. Semplicemente le polling stations sono dotate di matite, e non penne. Il cartello sotto presente nei luoghi per votare, lo specifica chiaramente.


12.10 – Si continuano a proporre sondaggi anche nel giorno delle elezioni. Il Daily Telegraph assegna 8 punti di vantaggio ai Conservatori sui Laburisti e circa 50 seggi a favore del partito di Theresa May. Qui l’articolo.


11.35 – Quest’oggi non saranno solo i leader di partito protagonisti di una lotta all’ultimo voto. A darsele di santa ragione anche cameramen e giornalisti vari. Ecco alcuni di loro lottare per ottenere il miglior posto. E non al Parlamento. Qui il video integrale della BBC.


11.00 – Per quanto le elezioni generali rappresentino un momento importante per un Paese, i britannici non hanno un ottimo rapporto con le polling station. Nel precedente rinnovo del Governo, appena due anni fa, era il 2015, l’affluenza totale fu del 66%. Poco più della metà degli aventi diritto al voto.


10.20 – I due candidati leader hanno votato. Jeremy Corbyn si è recato a votare alla Pakeman Primary School in Holloway, nel nord di Londra. Theresa May ha votato a Sonning, Berkshire. Non molto da segnalare a parte il fatto che indossasse le sue scarpe leopardate porta-fortuna.


9.35Google ha dedicato un doodle alle Elezioni UK.


9.10 – I cani non votano, ma nel Regno Unito in genere vanno ai seggi con i loro padroni, pronti a postare una loro foto con l’hashtag #DogsAtPollingStation. Tweets spesso accompagnati da messaggi ironici sui ‘desideri’ degli amici a quattro zampe. Una tradizione recente ma ormai consolidata. Eccone uno:


8.00  –  Quasi tutta la stampa del Regno Unito spinge per una vittoria di Theresa May. Oltre a Standard e Daily Mail sono schierati a favore dei Tories anche Telegraph, Independent, The Times, Sun e Financial Times. A supportare Jeremy Corbyn e i Labour c’è il Guardian insieme con il Daily Mirror, mentre The Economist ha scelto di dare il suo endorsement ai Lib Dem.


7.50 – “Riaccendiamo lo spirito britannico”, il titolo a tutta pagina del Daily Mail che, come tradizione, esorta i lettori a votare per i Tories.

 


7.30 – L’Evening Standard, il giornale distribuito gratuitamente nel pomeriggio a Londra si è schierato con Theresa May. Un endorsement che rappresenta un inversione di tendenza rispetto al passato, quando il giornale aveva raccomandato ai suoi lettori di votare Lib Dem, ma prevedibile. Da alcuni mesi, il nuovo direttore del giornale è George Osborne, l’ex Cancelliere con David Cameron

 


7.00 – I seggi sono aperti. Sono iniziate regolarmente le operazioni di volo.  A Londra è una giornata grigia, nuvolosa, un clima che sembra riflettere le preoccupazioni delle ultime settimane.