Regno Unito spaccato sull’accoglienza vietata ai bambini siriani

Ritratto di un Regno Unito in crisi morale dopo il rifiuto del Governo di accogliere 3,000 bambini siriani orfani a Calais. Una petizione popolare prova a cambiare le cose.

Regno Unito spaccato sull’accoglienza vietata ai bambini siriani

 

Il Regno Unito è letteralmente spaccato dopo la decisione di lunedì sera, approvata dalla House of Commons, di rifiutare l’accoglienza a 3000 bambini siriani rimasti soli a Calais e in altri campi profughi d’Europa.

Una vera e propria marcia indietro quella del governo britannico, visto che l’emendamento alla legge sull’immigrazione proposto da labouristi, indipendentisti scozzesi e liberaldemocratici, insieme a molte organizzazioni per i diritti umani, era parte di un programma di reinsediamento dei piccoli profughi già approvato dalla Camera dei Lords.

La decisione è stata motivata sostenendo che aprire le porte ai bambini siriani significa correre il rischio di incoraggiare nuovi arrivi; una posizione in linea con la scarsa propensione del governo di Cameron all’accoglienza di immigrati. Il governo “sta già facendo abbastanza” ha detto il responsabile per l’Immigrazione del ministero degli interni James Brokenshire, sostenendo che “le famiglie vedono un vantaggio nell’inviare i bambini in viaggio da soli, esponendoli così ai rischi delle traversate e mettendoli nelle mani dei trafficanti”.  Ha tagliato corto il primo ministro David Cameron durante il dibattito in aula: i bambini “si trovano già in territorio sicuro avendo raggiunto l’Europa sani e salvi” e non necessitano quindi di arrivare in UK.

Ma come possono trovarsi al sicuro migliaia e migliaia di bambini orfani, costretti a dormire all’aperto, soli in accampamenti o in centri di detenzione? E come può costituire un aiuto chiudere loro le porte? Lo chiede l’opposizione, che accusa il governo di mancanza di solidarietà e di mettere il Regno Unito in vergognoso imbarazzo di fronte agli altri stati europei. “In Italia ed in Grecia le case di accoglienza per bambini sono piene, e più di mille bambini dormiranno in stato di abbandono in Grecia” ha tuonato in aula la labourista Yvette Cooper, ribattendo duramente a Cameron:  “Molti sono vittime di abusi e prostituzione. Mi dica, in che modo sarebbero al sicuro?” Della stessa linea anche il ministro degli Interni del governo ombra, che parlando ai microfoni di BBC Radio 4 ha dichiarato: “Se non facciamo nulla per aiutare questi bambini, la storia ci giudicherà”.

O forse lo sta già facendo. Perchè a soffrire della decisione di Cameron non sono soltanto i 3000 bambini siriani ai quali è stata negata l’accoglienza ma anche la già fragile immagine del Regno Unito, sul tema della solidarietà internazionale. Un immagine minata anche dalla posizione del ministro dell’Interno Theresa May, giorni fa arrivata addirittura a chiedere che il Regno Unito abbandoni la Convenzione Europea sui Diritti Umani. La Convenzione, sostiene la May, “lega le mani al Parlamento e non aggiunge nulla alla prosperità del paese”. Parole dure, che fortunatamente non sono state ben accolte dai suoi stessi colleghi di gabinetto.

C’è chi sta provando a cambiare le cose. Su tutti, il laburista Lord Alf Dubs, arrivato nel Regno Unito negli anni ’30 come rifugiato dell’Olocausto tramite l’allora programma di accoglienza del governo Kindertransport, negli anni in cui il Regno Unito era un faro per l’intera Europa sul tema dei diritti umani. Lord Dubs sta lavorando ad un nuovo emendamento presso la Camera dei Lords per capovolgere la posizione del governo.  In parallelo, Dubs ha lanciato una petizione popolare che in poche ore è diventata virale sul web e ha ad oggi già superato le 60mila firme (ne servono 100mila affinchè la proposta sia discussa in Parlamento).  Segno che una buona parte dell’opinione pubblica non si identifica nella posizione del Governo Cameron, e rifiuta l’idea di un Regno Unito sempre più sordo ai diritti umani e chiuso verso ogni genere di accoglienza umanitaria.

Londra, 29/04/2016

Mariaelena Agostini

@AgostiniMea

foto: Unicef