Referendum Trivelle, ecco come votare dal Regno Unito

Iscritti Aire, non residenti, studenti Erasmus: quali documenti inviare ed a chi

Referendum Trivelle, ecco come votare dal Regno Unito

 

Per quanto tempo si potrà continuare a tirar fuori petrolio e gas dal mare italiano, nei punti dove le ricerche ci sono già? La legge attuale dice che si può insistere fino a quando lì c’è ancora il giacimento. Oppure è meglio stabilire una data di scadenza dell’autorizzazione a trivellare, e finire le ricerche in quella data?

A deciderlo saranno gli italiani – anche noi che abitiamo nel Regno Unito – nel “referendum abrogativo Trivelle” fissato per domenica 17 aprile. Semplificando, i cittadini possono scegliere se votare Sì e cambiare la legge attuale (“e proteggere meglio le coste”, dicono i promotori) oppure votare No e farla rimanere com’è (“e mantenere risorse e posti di lavoro” ribattono i contrari).

Ecco come si vota dal Regno Unito:

SE SI È RESIDENTI. Chi ha la residenza nel Regno Unito – ed è iscritto quindi al registro degli italiani all’estero “AIRE” – riceverà a casa i documenti per votare per posta. Il Consolato Generale d’Italia organizza il voto all’estero: è importante che abbia ricevuto l’indirizzo aggiornato a cui inviare i documenti; siamo noi cittadini a farglielo sapere.

Se in quel periodo ci si trova in Italia e quindi il 17 aprile si vuole votare nel nostro Paese, si deve fare una richiesta al Consolato entro venerdì 26 febbraio.  La richiesta può essere consegnata a mano nelle sede del Consolato (83-86 Farringdon St, London EC4A 4BL) dalle 9 del mattino a mezzogiorno, dal lunedì al venerdì. Non si deve prendere nessun appuntamento, e la domanda può essere consegnata anche da parte di amici, familiari e conoscenti.  Oppure si può inviare la richiesta per fax al numero 020 75838981, per posta (basta un normale francobollo, come quando si spedisce una lettera) o via email all’indirizzo di posta elettronica londra.elettorale@esteri.it.

Cosa bisogna scrivere in questa richiesta?  La domanda va scritta in un foglio di carta semplice e bisogna scrivere queste informazioni: nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza in UK, il nome del comune italiano d’iscrizione all’ AIRE, e il nome del referendum del 17 aprile “Referendum abrogativo Trivelle”. Bisogna aggiungere la data in cui si consegna il foglio, firmarlo con il proprio nome ed unire una fotocopia della propria carta d’identità.

SE NON SI È RESIDENTI. Può votare dal Regno Unito anche chi si trova qui per almeno tre mesi (per lavorare, studiare o fare cure mediche) ed i suoi familiari che vivono nella stessa casa. E’ il caso, ad esempio, degli studenti Erasmus. Non bisogna contattare il Consolato ma è necessario inviare un documento (in burocratese “una opzione valida per un’unica consultazione”) che deve essere ricevuto dal proprio Comune in Italia entro la mattina di martedì 15 marzo. Si può consegnare via fax, via posta, via posta elettronica oppure pure a mano anche da amici, familiari e conoscenti (sul sito www.indicepa.gov.it ci sono tutti gli indirizzi dei Comuni d’Italia). Il Consolato invita a mandare questo documento prima possibile, senza aspettare l’ultimo momento.

Anche in questo caso si usa un semplice foglio di carta (oppure un modulo che si scarica a questo link) e si allega una fotocopia della propria carta d’identità. Bisogna scrivere:
– il proprio indirizzo in UK, a cui il Consolato manderà i documenti per votare;
– l’ufficio consolare competente, cioè il Consolato Generale d’Italia a Londra;
– il motivo per cui ci si trova nel Regno Unito (cioè lavoro, studio o cure mediche) oppure la propria condizione di familiare convivente;
– questa frase: “dichiarazione ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa). Mi dichiaro consapevole delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci (art. 76 del citato DPR 445/2000)”.

I plichi elettorali, spiega a Londra Italia l’Ufficio AIRE del Consolato, cominceranno ad essere inviati a partire dal 30 marzo. Quindi arriveranno per posta durante i primi giorni di aprile, con tutte le istruzioni su come votare. I tempi sono strettissimi: chi non dovesse riceverli entro domenica 3 aprile (perciò due settimane prima dalla data del referendum del 17 aprile) può chiedere il duplicato al Consolato.

Il referendum è stato presentato dai nove Consigli regionali di Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise. L’Abruzzo, inizialmente nel gruppo dei promotori, ha poi cambiato idea.  All’inizio i pareri da domandare ai cittadini erano sei: dopo vari dibattiti, valutazioni e pronunce, si è deciso di fare solo questo referendum sulla durata delle autorizzazioni. In particolare, “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”.

Francesca Marchese
@fmarchese_

Londra, 19/2/2016

Articolo aggiornato l’8/03/2016 

foto: wikipedia