Referendum Brexit, la quiete prima della tempesta

A una settimana dal voto, Cameron e Johnson provano a convincere i londinesi. Ma il paese sembra piú concentrato sulla sfida a Euro 2016 contro il Galles.

Referendum Brexit, la quiete prima della tempesta

 

Nessun nuovo sondaggio, nessuna dichiarazione memorabile, nessun endorsement destinato a spostare voti.  Dopo le tensioni degli ultimi giorni, quella di ieri è stata una giornata relativamente tranquilla nella campagna referendaria. Quasi un time-out, per rifiatare e affinare le strategie in vista dello sforzo finale dei prossimi 7 giorni.

L’evento del giorno, giusto per dare l’idea, è stata una improbabile battaglia navale sul Tamigi davanti a Westminster.  A fronteggiarsi, a colpi di cartelli e di spruzzi d’acqua, una flotta di fautori del Leave (guidata dal leader Ukip Nigel Farage) e una di supporter del Remain (tra i quali il cantante Bob Geldof e la sorella di Boris Johnson).  Una scena della quale l’Ammiraglio Nelson si sarebbe vergognato.

Ieri Boris Johnson si è rivolto direttamente ai londinesi attraverso le pagine dell’Evening Standard, il free press quotidiano distribuito nel pomeriggio nella capitale.  Da ex-giornalista, Johnson ha scritto un suo editoriale puntando sul ruolo globale della capitale (titolo “London is a global city – that’s why we must leave the EU“). A cosa serve restare nell’Unione Europea quando si può prosperare facendo business con il resto del mondo, dall’India alla Cina? chiede Boris. Domanda retorica, che ignora gli enormi vantaggi legati alla permanenza nell’Unione.

Anche David Cameron è apparso sull’Evening Standard, facendosi intervistare durante un viaggio in treno. Ha risposto alle domande di due giornalisti, spaziando su piú temi. Ha ribadito le ragioni del Remain, ha negato risolutamente di essersi pentito di avere indetto il referendum, e ha concluso offrendo il suo punto di vista sulla performance della nazionale di calcio inglese contro la Russia.

In effetti, piú che al possibile Brexit, l’attenzione dei britannici in questi giorni sembra rivolta a Euro 2016, e in particolare alla sfida Inghilterra-Galles che nel pomeriggio bloccherà il paese (kick off alle 14) e alla successiva di lunedì 20 contro la Slovacchia. Anche questo, in un certo senso, assomiglia a un referendum sull’Europa.

Francesco Ragni

Londra, 16/6/2016