Povertà a Londra, in dieci anni raddoppiati gli “homeless”

La maggior parte è di origine inglese, un'altra buona percentuale dai paesi del centroest Europa

Povertà a Londra, in dieci anni raddoppiati gli “homeless”

 

A Londra ci sono sempre più homeless, i senzatetto per dirla all’italiana, coloro costretti a vivere lungo i marciapiedi, sulle scalinate della chiese, a trovare riparo nei dormitori pubblici per non rischiare di morire quando le temperature scendono sotto allo zero, come accaduto nei giorni scorsi.

Secondo l’indagine condotta da “Chain”, Combined Homelessness and Information Network, un’agenzia legata al Governo inglese per il controllo della povertà su tutto il territorio, nel 2007 a Londra si contavano 4.077 homeless, nel 2017 ben 8.108, il doppio.

A questi numeri vanno aggiunti tutti coloro che sfuggono ai censimenti ufficiali, quelli cioè che costretti a una vita di stenti preferiscono comunque cavarsela da sé anziché rivolgersi a una delle associazioni di volontariato della capitale inglese.

Questa loro scelta fa in modo che di loro non si sappia nulla, di loro non si ha una identità, tanto da divenire totalmente invisibili agli occhi del Governo, tranne a coloro che cercando di alleviare le loro sofferenza attraverso una moneta lanciata nel barattolino sul marciapiede, o un caffè caldo lasciato di lato mentre dormono.

L’area di Londra che ha registrato negli ultimi dodici il maggior numero di poveri censiti è stato il quartiere di Camden con una crescita esponenziale passando dai 17 homeless registrati nel 2016 ai 127 nel 2017.

Sempre secondo i dati riportati dall’indagine condotta da “Chain” i poveri registrati sono per l’85%  di sesso maschile e l’80% ha un età compresa tra i 25 e i 55 anni

La gran parte di loro è di origine inglese, il 47%, mentre il 30% proviene da paesi del centroest Europa con particolare riferimento a Polonia, Romania e Lituania. Il rimanente rappresenta in maniera abbastanza bilanciata tutti gli altri continenti, Africa, Asia, America e Australia.

A questo indirizzo internet è possibile consultare l’indagine compleata.