Il Ministro dell’Interno: via gli studenti stranieri finiti gli studi

Il Ministro dell’Interno: via gli studenti stranieri finiti gli studi

 

Il tema dell’immigrazione continua a infiammare il dibattito politico in Gran Bretagna a pochi mesi dalle prossime elezioni generali.

Theresa MayHome Secretary del Governo Britannico (equivalente del nostro Ministro degli Interni) ha predisposto un piano secondo il quale gli studenti universitari provenienti da paesi extra-EU dovranno obbligatoriamente rientrare al loro paese non appena terminati gli studi.

Oggi gli studenti che vengono dai paesi extra-europei possono rimanere in Gran Bretagna per quattro mesi alla fine degli studi e, se trovano lavoro, possono facilmente passare da uno student visa a un work visa.  Se le regole proposte dalla May dovessero diventare legge, gli studenti dovranno invece rientrare al loro paese di origine prima di poter cercare un’occupazione in UK.  Le università avranno l’obbligo di assicurare il rimpatrio degli studenti stranieri e, se non lo faranno, saranno soggette a multe e al rischio di perdere il diritto di ospitare altri studenti stranieri.

Le nuove regole non avrebbero effetto sugli studenti italiani, che in quanto europei hanno libertà di movimento e di residenza.

Il piano, rivelato ieri dal Sunday Times, fa parte di un’azione politica con la quale May cerca di posizionarsi come futuro leader del Partito Conservatore.

Una riduzione drastica dell’immigrazione netta è un obiettivo del Primo Ministro David Cameron, che ha dato alla precedente amministrazione Labour la colpa di avere portato l’immigrazione “fuori controllo”. Tuttavia appare difficile che il piano della May, per come è concepito, possa essere accolto nel programma che i Tories porteranno alle prossime elezioni.

Il piano è stato accolto negativamente dagli alleati di governo del Lib Dem, secondo i quali avrebbe l’effetto di frenare l’immigrazione qualificata in UK.  “Pensiamo sia una pessima idea quella di cacciare persone che hanno trascorso anni a studiare per diventare fisici o programmatori” ha detto un assistente di Nick Clegg “Investiamo tanto in queste persone e mandarli via solo per migliorare alcune statistiche non ha alcun senso”

Sicuramente contrario anche il Cancelliere George Osborne, che in un recente discorso ha sostenuto che imporre quote all’immigrazione avrebbe il sicuro effetto di danneggiare l’economia britannica.

Le statistiche ufficiali dicono che, a fronte di 121,000 studenti non-EU entrati in UK in un anno (Luglio 2013-Giugno 2014), solo 51,000 sono usciti, un saldo netto di 70,000 studenti.  In assenza di nuove misure, si prevede che il numero di studenti stranieri in UK da qui al 2020 continuerà a crescere del 6% l’anno.