Plastica nei mari: dal prossimo anno tolleranza zero dal Governo inglese

Il Regno Unito si prepara a bandire cannucce, bastoncini per le orecchie e palette dei gelati

Plastica nei mari: dal prossimo anno tolleranza zero dal Governo inglese

 

Chi non può fare a meno di cannucce, bastoncini per le orecchie, e palette per gelati e spremute si organizzi per farne scorta. Perché dal prossimo anno questi prodotti usa e getta saranno messi al bando dal governo inglese. Il provvedimento nasce nel solco della battaglia che il Regno Unito ha iniziato contro l’inquinamento.

La plastica rappresenta uno dei principali pericoli per l’ambiente, ma spesso la gente non se ne rende conto. Secondo alcune stime, nei mari del mondo sarebbero dispersi 150 milioni di tonnellate di plastica, con pesci e mammiferi messi in pericolo, perché rimangono impigliati o la mangiano senza capire di cosa si tratti.

L’ultimo allarme è arrivato dall’Onu, che ha lanciato un programma di intervento coinvolgendo governi, industrie e cittadini. Secondo i dati dell’organizzazione, ogni minuto si riversa in mare l’equivalente di un camion pieno di rifiuti, per un totale di otto milioni di tonnellate di plastica l’anno. Se non si inverte la tendenza entro il 2050, è probabile che il 99 per cento degli uccelli marini avrà ingerito della plastica.

Ma pochi si rendono conto che in cima alla classifica dei prodotti di plastica più pericolosi in questo senso, figurano proprio gli apparentemente innocui bastoncini per le orecchie e le cannucce, perché sono abbastanza piccoli per essere mangiati dagli animali marini. Per questo il governo guidato da Theresa May ha stabilito di cambiare rotta.

Dopo la tassa sui sacchetti di plastica, che ha effettivamente ridotto di 9 miliardi il numero di buste usate e poi gettate in Gran Bretagna, ecco un nuovo passo avanti per la tutela della Natura. I dettagli del piano sono allo studio, ma il provvedimento sarà reso operativo entro l’inizio del prossimo anno e per i cittadini britannici che non riescono a rinunciare a questo genere di prodotti, verranno proposte alternative ecologiche, realizzate ad esempio usando la fibra vegetale, che è già sfruttata nelle cannucce dei cocktail serviti da molti club alla moda della capitale.

L’importante è che il programma governativo venga portato avanti con il consenso e l’appoggio dei cittadini. Come ha spiegato il Ministro dell’ambiente Michael Gove, infatti, solo l’azione coordinata di politica, mondo degli affari e consumatori potrà condurre a un cambiamento per favorire le nuove generazioni e lasciare loro in eredità un mondo più pulito.

Nel piano del governo, peraltro, rientrano anche altri progetti che dovrebbero avere un impatto significativo sulla riduzione della plastica utilizzata. Ad esempio c’è l’idea di imporre una tassa sulle tazze usa e getta per il caffè (un po’ come si è fatto per le bibite zuccherate), in modo da incentivare la gente a non utilizzarle.

L’altra ipotesi riguarda l’introduzione di un deposito per il riciclo delle bottiglie di vetro. Una specie di ritorno al meccanismo del “vuoto a rendere”, che una volta era diffuso anche in Italia e, in base ad alcune sperimentazioni attualmente in atto in diversi paesi europei, garantirebbe un risparmio in termini economici e una riduzione dei rifiuti.

Nella foto in alto l’installazione di fronte Westminster realizzata nel gennaio scorso con le bottiglie di plastica recuperate lungo le coste inglesi dall’associazione “Surfers Against Sewage”


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito