Brexit, proroga fino al 12 aprile. Vola la raccolta firme, domani la marcia

Londra aveva chiesto tempo fino al 30 giugno, Bruxelles non cede. Una petizione raccoglie 3 milioni di consensi in poche ore

Brexit, proroga fino al 12 aprile. Vola la raccolta firme, domani la marcia

 

L’Unione Europea ha prorogato la data della Brexit al 12 aprile. La decisione è stata comunicata nella serata di ieri dal presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk al termine di un lungo negoziato.

In realtà, la proroga potrebbe estendersi addirittura fino al 22 maggio, alla vigilia delle elezioni europee: ma la condizione posta da Bruxelles per concedere altri due mesi è che Westminster approvi l’accordo di Theresa May la settimana prossima. In caso contrario, sarà no-deal.

“In pratica, fino a quella data (il 12 aprile, ndr) tutte le opzioni rimarranno sul tavolo ” ha commentato Tusk a margine dell’incontro sintetizzando le opzioni disponibili. “Il governo britannico avrà la scelta tra un accordo, un non accordo, una proroga lunga o revocare l’articolo 50” . “Ora i parlamentari sanno quali sono le scelte” ha replicato May nel corso di una conferenza stampa.

Londra aveva chiesto tempo fino al 30 giugno, ma i vertici dell’Unione hanno giudicato la richiesta inaccettabile: dal 23 al 26 maggio si apriranno i seggi per le elezioni europee nei paesi membri, e si è voluto evitare di svolgere la consultazione con la Gran Bretagna ancora parte del club. Sarebbe stato difficile far votare i cittadini britannici dopo 3 anni di battaglie sull’uscita, e non si poteva creare il precedente di un paese formalmente dentro, ma che non va alle urne.

LA PETIZIONE – Intanto una petizione sul sito del Parlamento ha raccolto in poche ore quasi tre milioni di firme. Il breve testo chiede al Governo di revocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona e di restare agganciati al treno dell’Europa.

I primi dati confermano la distribuzione di voti evidenziata dal referendum del 2016: la petizione va forte a Londra, Oxford e Cambridge, dove presumibilmente la popolazione è più esposta a stimoli internazionali, meno nel resto dell’Isola. Firmano in molti anche a Bristol. A Londra brillano Islington, Hackney, Twickenham, Richmond, Bermondsey, Vauxhall, Deptford, Hornsey, Bethnal Green.

Il sito è andato in crash nella giornata di ieri, forse per i numerosi accessi avvenuti in contemporanea: traffico che la piattaforma non è preparata a reggere.

Lo strumento delle petizioni online prevede che il Governo risponda a quelle che raccolgono più di 10mila firme; il Parlamento, dal canto suo, considera di aprire una dibattito su quelle che superano le 100mila.

IN MARCIA PER LE STRADE DI LONDRA – Domani sabato 23 marzo  un nuovo corteo attraverserà le strade di Londra per chiedere che la parola su Brexit torni al popolo. “Put it to the People” lo slogan scelto, anche se, stando ad alcune rilevazioni e a  quasi tre anni dal referendum, pare che una nuova consultazione potrebbe sì ribaltare l’esito di quella del 2016, ma con margini ridotti.  Il sito della marcia ha già raccolto quasi 750mila sterline, che andranno a finanziare ulteriori attività di pressione e sensibilizzazione.

Il concentramento è previsto per mezzogiorno a Park Lane, a nord dell’hotel Hilton, con partenza all’1. Le fermate della metropolitana a cui scendere per partecipare sono Marble Arch e Bond Street. Il serpentone costeggerà Hyde Park per poi passare da St James’ Street e Pall Mall in direzione di Trafalgar Square. Dopo aver sfiorato Downing Street, l’arrivo è fissato a Westminster.

Sono previsti pullman da tutto il Regno Unito per gli attivisti che vogliono unirsi alla camminata, per quella che sarà senz’altro un’esperienza da ricordare per giovani e meno giovani. Di quelle che segnano uno spartiacque, da raccontare, un giorno, ai propri figli.

@apiemontese


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