Permanent residence, perché farla anche se post Brexit non sarà più valida

Con l'uscita dall'UE, nel Regno Unito varranno le nuove leggi nazionali sull'immigrazione e cambieranno anche le modalità di richiesta della cittadinanza

Permanent residence, perché farla anche se post Brexit non sarà più valida

 

In molti si chiedono se, visti i possibili cambiamenti post Brexit, abbia senso fare domanda di permanent residence. Il sito dell’Home Office Gov.uk spiega che “if you already have a permanent residence document it won’t be valid after the UK leaves the EU” e preoccupa il fatto che questo documento presto non avrà più valore. Che bisogno c’è dunque di ottenere la permanent residence card e non è forse meglio attendere gli sviluppi?

Premesso che al momento tale documento non è necessario, in alcune circostanze può essere meglio richiederlo. Vediamo perché. Innanzitutto per ora non è stato ancora implementato alcun sistema sostitutivo e pertanto l’unico modo per ottenere un documento che dimostra il proprio diritto a vivere nel Regno Unito a tempo indeterminato è la permanent residence card. Questa è necessaria se si vuole fare domanda di cittadinanza britannica.

Inoltre, chi non è sicuro di avere tutti i requisiti, può comunque provare ad inoltrare la domanda ed in caso essa sia rigettata, avrà tempo per correre ai ripari. Infatti per ora la permanent residence card è meramente dichiarativa, cioè non ci dà il diritto a risiedere in UK ma semplicemente conferma l’esistenza di tale diritto. Quindi un rifiuto non comporta l’espulsione dal Regno Unito, e non esclude la possibilità di ripresentare la domanda.

Spesso i cittadini europei ritengono di aver acquisito la permanent residence per il solo fatto di aver vissuto nel Regno Unito per cinque anni. Ma se ci si è allontanati dal Paese per lunghi periodi probabilmente si è interrotta la continuità di residenza. Ad esempio se dopo tre anni di residenza un cittadino italiano si reca in Italia per più di sei mesi, al suo rientro nel Regno Unito potrebbe dover ricominciare a calcolare il periodo di 5 anni necessario per maturare il diritto alla permanent residence.

Lo stesso può accadere se ci sono stati periodi in cui non si è svolta alcuna attività lavorativa o di studio e si sono ricevuti alcuni tipi di benefits. Dopo l’uscita dall’Unione Europea, il Regno Unito imporrà le leggi nazionali sull’immigrazione ai cittadini europei, i quali invece ora godono della più ampia protezione data dalle leggi dell’Unione. L’ottenimento di un documento che certifichi l’acquisizione della residenza a tempo indeterminato diventerà necessaria ed il rifuto della domanda potrebbe rendere la residenza nel Regno Unito illegale, con il conseguente rischio di detenzione ed espulsione.

Inoltre, se si hanno condanne penali, sarà più difficile ottenere il permesso di residenza in futuro in quanto le leggi britanniche sull’immigrazione tendono ad escludere la presenza di chi non ha una fedina penale pulita. Va aggiunto che anche se dopo Brexit la permanent residence non avrà più valore, è molto probabile che chi ha già ottenuto il certificato possa beneficiare di un regime molto agevolato che permetterà di sostituire tale documento con un documento analogo, emesso non più sulla base di leggi europee ma nazionali.

La differenza principale sarà che gli europei dovranno dare i propri bio-dati (foto e impronte) per ricevere il nuovo documento, cosa che ora non è richiesta per la permanent residence, ma solo al momento di fare domanda di cittadinanza. In conclusione, nonostante l’attuale regime di incertezza esistono dei vantaggi nell’ottenere la permanent residence card: è necessaria per ottenere la cittadinanza britannica, rende facile dimostrare il proprio diritto a vivere in UK a tempo indeterminato con la presentazione di un solo documento, conferma l’acquisizione di tale diritto in caso si lasci il Paese e si rientri dopo vari mesi, ed infine va richiesto se si hanno familiari extra-europei.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga, avvocato esperto in materie di immigrazione presso lo Studio Legale Sliglaw LLP.  Per contattarla potete mandare un’email a: gabriellab[at]sliglaw.com