Permanent residence: cosa fare in caso di rifiuto della domanda

Non è detto che chi presenti la documentazione non abbia tutto i requisiti per ottenerla, perché alcune volte è lo stesso Home Office a sbagliare nel gestire la pratica

Permanent residence: cosa fare in caso di rifiuto della domanda

Può capitare che, nonostante il tempo dedicato alla preparazione del modulo di 85 pagine e di un fascicolo di documenti del peso di svariati chili, l’Home Office rifiuti la nostra domanda di permanent residence. Cosa fare in questi casi?

Normalmente il rifiuto comporta la possibilità di esercitare un diritto di appello. Questo procedimento è piuttosto lungo e complesso. Le udienze vengono in genere fissate dopo molti mesi ed il risultato non è garantito. Un’alternativa è presentare una nuova domanda, ma la scelta dipende dalle circostanze del caso. In alcune situazioni, ad esempio se abbiamo familiari extra-europei, bisogna stare molto attenti a come procedere, e potrebbe essere necessario un consiglio legale.

In ogni caso, per prima cosa bisogna analizzare le ragioni del rifiuto. E’ possibile che l’Home Office abbia commesso un errore. Ad esempio un documento presentato non è stato preso in considerazione, oppure ne è stato frainteso il senso. Se è cosi, si può provare a scrivere una lettera che faccia luce sulla situazione e sperare che la domanda venga riconsiderata. In caso non si riceva alcuna risposta, si potrà presentare una nuova domanda. Se invece si decide di fare appello bisognerà sbrigarsi, in quanto si hanno a disposizione solo 14 giorni dalla data della decisione dell’Home Office.

Se si vuole che il proprio appello venga deciso senza un’udienza (on the papers), il costo è di £80. Se invece si richiede un’udienza davanti al giudice – che è consigliabile – il costo è di £140. Una nuova domanda invece comporterà un nuovo costo di £65, anche se il rifiuto è dovuto ad un errore da parte dell’Home Office.

Nel caso in cui, leggendo la lettera di rifiuto, ci si accorge che non si è presentata tutta la documentazione necessaria, non ha senso fare appello ma si potrà presentare una nuova domanda, che questa volta dovrà contenere tutti i documenti necessari, e preferibilmente anche una lettera di accompagnamento che spieghi la situazione.

Infine, se ci rendiamo conto che effettivamente non abbiamo tutti i requisiti per richiedere la permanent residence, cerchiamo di capire cosa fare per metterci al sicuro dai cambiamenti post-Brexit. Innanzitutto analizziamo se la nostra posizione attuale è legale e quanto ancora dobbiamo aspettare per poter ripresentare la domanda. Ad esempio, se il rifiuto è dovuto ad un numero eccessivo di assenze che hanno interrotto la continuità della nostra residenza nel Regno Unito, da quando possiamo ricominciare a contare il periodo di 5 anni necessari per acquisire la permanent residence? Oppure, se come studenti non siamo coperti da assicurazione sanitaria, possiamo sottoscrivere ora una polizza?

Nell’attesa di completare i 5 anni di residenza legale nel Regno Unito possiamo scegliere di fare domanda per un registration certificate, che conferma il nostro status di cittedini europei legalmente presenti in Gran Bretagna.

 


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga, avvocato esperto in materie di immigrazione presso lo Studio Legale Sliglaw LLP.  Per contattarla potete mandare un’email a: gabriellab[at]sliglaw.com

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