Permanent residence: come ottenerla anche se non si soddisfano tutti i requisiti standard

L'Home Office richiede un minimo di cinque anni consecutivi di permanenza nel Regno Unito. Ma ci sono alternative in caso di periodi "spezzettati"

Permanent residence: come ottenerla anche se non si soddisfano tutti i requisiti standard

 

Sappiamo che per ottenere un certificato di permanent residence si deve dimostrare di aver vissuto in Gran Bretagna per almeno cinque anni consecutivi in qualità di lavoratori subordinati o autonomi, jobseekers, studenti o persone finanziariamente autosufficienti. Ma cosa fare se si teme di non avere tutti i requisiti?

Innanzitutto bisogna analizzare accuratamente la propria situazione e ricordare alcune regole generali. Ad esempio, per dimostrare di aver acquisito la permanent residence, si può utilizzare un qualsiasi periodo di 5 anni consecutivi, e non necessariamente gli ultimi cinque.

Inoltre se si sono svolte varie attività, ad esempio periodi di studio alternati a brevi periodi lavorativi, e periodi dedicati alla ricerca di un lavoro, questi potranno essere cumulati ai fini della permanent residence. L’importante è avere prove documentali di ciò che si è fatto. Bisognerà essere molto chiari nello spiegare all’Home Office a quale categoria (studenti, lavoratori, altro) si fa riferimento in relazione a ciascuna fase. Anche casi complessi possono avere un risultato positivo se si prepara la domanda con attenzione.

Abbiamo visto che non è necessario aver lavorato per cinque anni di seguito. Se ci sono dei gap di durata inferiore a sei mesi tra i vari impieghi, durante i quali si cercava una nuova occupazione, si può spiegare che si è stati jobseekers. Per dimostrare che si cercava effettivamente lavoro si dovrà far riferimento ad una iscrizione al jobcentre o, in mancanza di tale iscrizione, si potranno inviare altre prove come emails a potenziali datori di lavoro e agenzie di recruitment.

Se ci sono assenze superiori a 6 mesi in un anno, si dovranno spiegare le circostanze che ci hanno fatto allontanare dal Paese e, in caso di assenze per motivi di studio, lavoro o salute propria o di un congiunto, si chiederà all’Home Office di accettare che la continuità della residenza nel Regno Unito non è stata spezzata. Se si è stati in maternità e si è poi ripreso a lavorare, tale periodo potrà facilmente essere fatto valere ai fini del computo dei 5 anni.

Nel caso in cui si fa domanda come studenti o persone finanziariamente autonome, ma non si è avuta una assicurazione medica privata, si potrà utilizzare la propria tessera sanitaria nazionale che vale anche come assicurazione europea. Se questa è stata smarrita, si dovrà cercare di ottenere un certificato sostitutivo.

Un reddito basso o saltuario non necessariamente significa che la domanda verrà rifiutata. Non c’è un reddito minimo specifico previsto dalla legge, ma si dovrà comunque dimostrare che ci si riusciva a sostenere senza ricorso all’assistenza dello Stato. E comunque, anche se per un certo tempo si è ricorsi ai benefits, è ancora possibile ottenere il certificato di permanent residence. Molto dipenderà dal tipo e dalla durata del sostegno finanziario richiesto.

Quindi se, Brexit o meno, sentiamo che il Regno Unito è la nostra seconda casa e vogliamo avere maggiore certezza sul nostro status, non lasciamoci scoraggiare perché è spesso possibile trovare una soluzione ai problemi posti dalla procedura richiesta per ottenere la permanent residence.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga, avvocato esperto in materie di immigrazione presso lo Studio Legale Sliglaw LLP.  Per contattarla potete mandare un’email a: gabriellab[at]sliglaw.com

Di seguito tutti gli articoli tecnici in tema Brexit: 

Scuola e università, gli scenari nel dopo Brexit

Permanent residence, gli errori più comuni da non commettere

Permanent residence, perché farla anche se post Brexit non sarà più valida

Fedeltà a Regina e Stato, ecco cosa fare per ottenere la cittadinanza britannica

Post Brexit, gli scenari possibili per i cittadini europei nel Regno Unito

Cittadini europei nel Regno Unito, ecco come tutelarsi per il post Brexit