Nuovo referendum Brexit, l’11 dicembre il dibattito a Westminster

La richiesta giunta attraverso una petizione, la prima accolta dai politici inglesi dal referendum del 23 giugno 2016

Nuovo referendum Brexit, l’11 dicembre il dibattito a Westminster

 

Volete il Regno Unito dentro o fuori dall’Unione Europea? Una domanda che potrebbe ripetersi ancora una volta, così come già avvenuto nel referendum del 23 giugno del 2016, ma questa volta in una versione molto più elaborata della precedente. 

Il prossimo 11 dicembre il Parlamento inglese si riunirà per dibattere su una petizione lanciata da un gruppo di europeisti britannici che invitano il Regno Unito ad indire un nuovo referendum con il quale chiedere al popolo di poter confermare, o meno, la volontà di lasciare l’UE. Il referendum dovrebbe aver luogo alla fine delle negoziazioni tra Regno Unito e UE, quando sarà chiaro che tipo di accordo è stato raggiunto, e prima della data di uscita di Aprile 2019.

Questa volta però, se il Parlamento dovesse dare il via libera, la domanda non sarà semplicemente “Dentro o fuori?” perché, vista l’evoluzione dei fatti nel corso dei precedenti mesi, alle persone si chiederà qualcosa di più tecnico: “Volete revocare l’attivazione dell’articolo 50 e mantenere il Regno Unito nell’UE?”.  Chi volesse procedere con la Brexit avrà altre due opzioni: approvare l’accordo tra UK e EU o rigettarlo, confermando comunque in entrambi i casi la volontà di lasciare l’Unione Europea.

I sostenitori e firmatari della petizione, che ad oggi ha raggiunto quota 120.000 firme, hanno di fatto proposto qualcosa di più elaborato per poter riuscire ad ottenere l’attenzione del Parlamento britannico.  In passato, infatti, altre petizioni avevano richiesto al Parlamento di indire un nuovo referendum che andasse a confermare il risultato ottenuto da quello del 23 giugno 2016, in una sorta di “Ma siete proprio sicuri?”. Addirittura altre petizioni, che hanno registrato milioni di adesioni, ne richiedevano l’annullamento. Tutte rifiutate perché contro la legge.

Dalla sua, invece, il Governo ha già inviato una nota ufficiale in merito che chiarisce senza ombra di dubbio la propria posizione: “I britannici hanno votato per lasciare l’Unione europea. Il dovere del Governo britannico è ora quello di portare a compimento la volontà del popolo. Quindi non ci sarà nessun secondo referendum“. Ma lo scenario politico è in continua evoluzione e il dibattito del prossimo 11 dicembre a Westminster potrebbe riservare qualche sorpresa.

Le cronache degli ultimi mesi parlano della debolezza di Theresa May, degli scarsi progressi nelle negoziazioni con l’Unione Europea, e di tanti segnali negativi sull’impatto della Brexit. In questo quadro, l’idea di un secondo referendum viene tenuta in vita da molti come modo di uscire, in un modo o nell’altro, da una situazione a dir poco complicata.  Un referendum che, se si svolgesse, toglierebbe ogni dubbio sulle reali volontà dei britannici riguardo al loro futuro fuori dall’Unione Europea e su come questo dovrà essere gestito dai propri rappresentanti governativi.