Netta vittoria del No, Renzi si dimette

Bocciata alle urne la riforma Costituzionale con una maggioranza del 60% e un affluenza del 68%. Il Premier annuncia le sue dimissioni.

Netta vittoria del No, Renzi si dimette

 

Gli italiani hanno votato in massa al Referendum bocciando nettamente la riforma Costituzionale con il 60% dei voti. Il premier Matteo Renzi ha ammesso la sconfitta annunciando le sue dimissioni dopo circa 1000 giorni di Governo. Si apre una nuova fase della vita politica e istituzionale italiana, nella quale gli scenari sono ancora incerti.

Elevata l’affluenza: ha votato il 68.4% degli aventi diritto. Una partecipazione massiccia, segno di una consultazione molto sentita dagli italiani, dopo una campagna referendaria particolarmente accesa.

La maratona elettorale e’ finita prima di cominciare. I primi exit poll, arrivati pochi secondi dopo la chiusura delle urne, hanno mostrato subito la schiacciante vittoria del No, con una percentuale tra il 54 e il 58%. Un vantaggio talmente netto da apparire subito insormontabile. Immediate le dichiarazioni di vittoria da parte degli esponenti del NO, da Salvini a Brunetta, unanimi nel chiedere le dimissioni del premier. Un secondo exit poll ponderato, arrivato dopo circa un’ora, ha mostrato un vantaggio del NO ancora piú ampio (57-61%), con il SI al 39-43%. Risultato confermatosi nelle ore successive, con il No che si e’ attestato al 60%.

Matteo Renzi ha parlato poco dopo la mezzanotte, riconoscendo chiaramente la sconfitta e annunciando le sue dimissioni. Il suo e’ stato un discorso dignitoso, nel quale ha rivendicato la decisione di andare al referendum ma ha ammesso la sua responsabilita’ personale nel non essere riuscito a fare approvare agli italiani la riforma. “Il mio Governo finisce qui” ha detto il premier, che già domani riunira’ il Consiglio dei Ministri per preparare la successione.

 

 

Si apre adesso una fase di incertezza politica. Il nome del nuovo Premier sarà indicato dal Presidente della Repubblica Mattarella su indicazione del PD, il partito che possiede la maggioranza dei voti in Parlamento, ma al momento e’ difficile ipotizzare chi potra’ prendersi questa responsabilita’, con che programma e con quale orizzonte temporale.