Nek a Londra, una ventata di pop rock melodico e ballabile

La recensione del concerto del cantante emiliano all'O2 Shepherd's Bush.

Nek a Londra, una ventata di pop rock melodico e ballabile

 

È durato poco più di due ore il concerto di Nek all’O2 Shepherd’s Bush di Londra, il teatro di west London che può ormai ben definirsi la casa della musica italiana della capitale.

A Londra il cantante emiliano ha sfoderato una performance grintosa presentando il meglio del suo repertorio, dall’immancabile ‘Laura non c’è‘ fino alle canzoni dell’ultimo album “Il mio gioco preferito”.

Davanti all’esigente pubblico londinese, Nek ha confermato di essere un performer impeccabile, con una naturale presenza scenica, e soprattutto di essere un cantante sopraffino, grazie a una voce cristallina addolcita da una sottile cadenza emiliana.

A frenare Nek sono le sue canzoni. Troppo simili l’una all’altra, costruite con melodie poco accattivanti e testi che non colpiscono, nonostante il tentativo di nobilitarli con citazioni dotte, come avvenuto di recente per la canzone “Mi farò trovare pronto”, basata su una poesia di Borges. Brani gradevoli che si ascoltano con piacere ma che faticano a lasciare il segno.

Fortunatamente le sonorità sono di gran livello, un pop virato verso il rock rimanendo ballabile. Merito di una band robusta e affiata, quattro elementi tra i quali merita una menzione d’onore il batterista Luciano Galloni, vero metronomo del gruppo.

E tra una canzone e l’altra c’è spazio per una chicca tanto inattesa quanto improbabile. Una canzone in chiave rap presentata con una scenografia anni ’80 in stile Kraftwerk, con i membri della band in piedi davanti a un totem con una console luminosa. Un pastiche inter-generazionale che, sorprendentemente, si rivela il momento più accattivante della serata.


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