Energia, dalle miniere abbandonate acqua calda nelle case

Il progetto è in via di studio da parte del British Geological Survey e potrebbe entrare in funzione nel giro di poco tempo

Energia, dalle miniere abbandonate acqua calda nelle case

 

Nel giro di qualche anno a riscaldare le case delle città potrebbe essere l’acqua calda che si trova nelle gallerie sotterranee delle miniere abbandonate (nella foto in alto datata 1956, la Greenlees Mine a Cambuslang, Glasgow). E’ questo l’obiettivo di un progetto da nove milioni di sterline che si sta sviluppando nella zona di Glasgow, in Scozia, dove esiste un labirinto di cunicoli sotterranei.

Inizialmente gli scienziati creerano dei pozzetti sotterranei per controllare la temperature, l’attività sismica, il flusso idrico, l’acidità e alte variabili, in modo da capire quale sia effettivamente la qualità del giacimento di acque sotterranee e stabilire se si possa attingere a esso in modo permanente per riscaldare le case della città e dei suoi dintorni.

Le rocce sotto Glasgow sono attraversate da tunnel che furono costruiti dai minatori tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo – ha spiegato il professor Michael Stephenson, che dirige il dipartimento di scienze del British Geological Survey (BGS), primo finanziatore del programma di studio -. La cintura esterna a Glasgow ha ospitato alcune delle miniere più produttive della Scozia e adesso l’acqua scorre nelle gallerie libera e inutilizzata”.

Una risorsa che sarebbe assurdo non sfruttare, visto che è pulita e probabilmente molto ben funzionante. Il reticolo di tunnel, infatti, è esteso e ben collegato e gli scienziati non temomo che l’acqua si asciughi una volta avviata la procedura e diventi impossibile da sfruttare. L’idea della BGS è quella di cominciare da Glasgow e poi costruire in giro per il paese, in zone minerarie, una serie di altri osservatori per monitorare il sottosuolo, anzichè il cielo.

In Scozia la ricerca partirà a breve dal Glasgow Geothermal Energy Research Field Site, ma sono stati già individuati spazi anche nel Cheshire, con l’idea di usare l’acqua sotterranea ma anche di scoprire se le pozze e gli spazi in profondità possano essere sfruttati per stoccare eventuali serbatoi di acqua presa altrove e riscaldata in modo naturale, usando fonti di energia rinnovabili.

Secondo gli esperti, il riscaldamento delle case in chiave ecologica, ovvero riducendo al massimo le emissioni inquinanti, potrebbe diventare a breve uno dei problemi chiave per l’umanità. Al momento la Gran Bretagna si appoggia molto all’importazione di gas naturale dal Mar del Nord, che però produce emissioni di biossido di carbonio, che il Paese vuole ridurre per contribuire a contenere il riscaldamento globale.

Per Stephenson, usare l’acqua che scorre sotto i nostri piede, sarebbe la via ideale per centrare questo obiettivo. “La temperatura dell’acqua è di dodici gradi, che non è granché, ma nelle vecchie miniere ne esiste tanta, quindi con degli scambiatori di calore potremmo trasformare questo flusso imponente di acqua tiepida in un quantitativo più moderato di acqua molto calda, da pompare nelle case per riscaldarle in inverno”.

La fase di esplorazione e studio attuale è cruciale. Se le teorie dei ricercatori verranno confermate, il progetto diventerà operativo e poi si estenderà ad altre città in giro per il Regno Unito.


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito