L’Inghilterra torna al carbone: dopo 40 anni apre una nuova miniera

L'obiettivo è estrarre 3 milioni di tonnellate di carbone metallurgico all'anno per il mercato interno, ma anche da esportare in Europa

L’Inghilterra torna al carbone: dopo 40 anni apre una nuova miniera

 

In Gran Bretagna presto aprirà una nuova miniera di carbone. Sembra incredibile, ma a quarant’anni di distanza dall’ultima concessione, vicino a Whitehaven, sulla costa della Cumbria, torneranno i minatori.

Il sito, che ha ricevuto di recente il benestare delle autorità, si chiamerà Woodhouse Colliery e sarà aperto accanto all’Old Haig colliery, area mineraria che è rimasta aperto dal 1914 fino al 1986.
Secondo i piani costerà 165 milioni di sterline, scaverà in un territorio di 200 chilometri quadrati e creerà 550 posti di lavoro, producendo oltre tre milioni di tonnellate di carbone metallurgico. Poche ma nemmeno pochissime, se si considera che ancora nel 1981 l’azienda mineraria britannica produceva 128 milioni di tonnellate l’anno.

Il carbone estratto e lavorato a Woodhouse Colliery, potrebbe essere utilizzato nei forni vicini di Port Talbolt e Scinthorpe, anche se gran parte della produzione sarà esportata via treno in modo da venire incontro alla domanda delle aziende britanniche ed europee, che al momento importano circa 45 millioni di tonnellate all’anno di carbone da Usa, Canada, Russia e Australia.

A sostenere l’operazione è la società West Cumbria Mining, che ha alle spalle un fondo privato australiano. Secondo le proiezioni in dieci anni le esportazioni inglesi di questo materiale saranno in grado di creare 2 miliardi e mezzo di sterline come giro d’affari. La miniera dovrebbe diventare operativa nell’arco di due anni, quindi dal 2021 e ha già ricevuto l’appoggio di Liam Fox, il ministro per il commercio internazionale e del consiglio di contea della Cambria.

Secondo i responsabili della società, per Ia zona si tratta di un grande beneficio, che avrà un impatto positivo in termini di ricadute a livello locale. I residenti, invece, non hanno ancora preso una posizione definitiva su questo progetto, anche perché i responsabili della società sostengono che il carbone non verrà usato per produrre elettricità ma per scopi differenti.

Da parte sua, però, Greenpeace si è detta sconcertata dalla decisione, specie in un periodo in cui bambini e ragazzini hanno manifestato a sostegno dell’ambiente e anche le coscienze dei loro genitori sembrano più attente alla Natura e alla sua salvaguardia.  Proteste che l’azienda ha accolto senza scomporsi.

Dal 2014, infatti, la società sta mettendo a punto il suo piano per lanciare una miniera del ventunesimo secolo, che tenga conto dell’ambiente. Saranno ridotti al minimo l’impatto visivo degli edifici, ma anche il rumore, le luci e la produzione di polvere.

Nelle fasi preparatorie sono stati realizzati una serie di sondaggi a livello di impatto ambientale ed ecologico oltre a verifiche che hanno confermato come la qualità del minerale sia alta e adatta agli scopi metallurgici.

In un documento ufficiale i responsabili della Woodhouse Colliery sottolineano che la loro sarà una miniera gioiello, che porterà benefici per la gente di Whitehaven, Copeland e in generale della Cumbria in termini di occupazione e investimento.

L’obiettivo è quello di creare un impianto di eccellenza, con i più elevati livelli di sicurezza, salute e tecnologia. Un modo per portare la Gran Bretagna in una posizione di primo piano del mercato della metallurgia. Proprio ora che, con la Brexit alle porte, le occasioni per emergere e distinguersi non saranno molte.


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito


Foto @Pixabay – Riproduzione riservata.
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