Milano sconfitta, l’Agenzia del Farmaco lascia Londra per andare ad Amsterdam

La capitale olandese ha prevalso al sorteggio sulla città lombarda, dopo tre round di votazioni tra i rappresentanti dei paesi dell'EU. Va a Parigi l'Agenzia Bancaria

Milano sconfitta, l’Agenzia del Farmaco lascia Londra per andare ad Amsterdam

 

Milano non ce l’ha fatta. La nuova sede dell’Agenzia del Farmaco sarà Amsterdam. Una grande sconfitta per l’Italia, che con il capoluogo lombardo aveva presentato una candidatura ben più autorevole di quella delle altre città in corsa, tra le quali Bratislava, eliminata però già al primo round di votazioni, e Copenaghen riuscita a rimanere salda fino al fotofinish.

Alle fine si è arrivati al testa a testa tra Milano ed Amsterdam, dopo che la seconda votazione aveva eliminato Copenaghen. E’ stato il sorteggio, e quindi la fortuna, a far decidere che l’EMA si trasferisse nella capitale olandese. Uno spostamento legato direttamente alla Brexit (le agenzie europee devono essere basate in uno dei paesi membri dell’Unione).

Milano aveva ottenuto il maggior numero di consensi sia nella prima fase di votazioni che nella seconda, quando ha ottenuto 12 voti rispetto ai 9 di Amsterdam e i 5 di Copenaghen. A quel punto, eliminata Copenaghen, 4 voti si sono spostati su Amsterdam e solo 1 su Milano, creando una parità 13-13 tra le due città. La decisione a questo punto è stata affidata al sorteggio attraverso buste sigillate, e qui l’Olanda ha prevalso sull’Italia.

Ha vinto il Centro/Nord Europa, capace di coalizzare le proprie preferenze sulla città piú vicina sia geograficamente che culturalmente. Una scelta che ha confermato il forte divario esistente con il sud Europa, piagato da crisi economiche e la gestione dei migranti.  Una vittoria doppia, visto che l’altra agenzia europea, quella bancaria, è stata assegnata a Parigi (anche in questo dopo un sorteggio con Dublino)

Una sconfitta pesante per il Bel Paese non solo nel morale, ma soprattutto dal punto di vista economico, visto che l’Agenzia europea del farmaco, arbitro europeo per l’immissione in commercio dei nuovi medicinali per uso umano e veterinario, genera un indotto da capogiro: 900 dipendenti, 4mila esperti e 300 milioni di euro di budget annuali, con ricadute sulla città di un miliardo e mezzo di euro all’anno grazie alle 40 mila camere d’albergo prenotate, e le scuole per i 600 figli dei dipendenti e relative famiglie.  Per l’Italia, che ha lavorato splendidamente per cercare di arrivare al risultato, una occasione perduta.