Mercati finanziari, stop alla guerra tra le valute

I paesi del G20 si sono accordati per evitare di svalutare le loro monete. La sterlina torna a 1.27 Euro

Mercati finanziari, stop alla guerra tra le valute

 

Nell’ultimo summit del G20 sembra sia stato raggiunto un tacito accordo per mettere da parte l’uso della svalutazione competitiva delle valute. L’annuncio “we will refrain from competitive devaluation and we will not target our exchange rate for competitive purposes” è stato dapprima accolto come poco significativo, un classico esempio di gergo diplomatico. Nei giorni seguenti, le banche centrali hanno però dato seguito al comunicato, con Mario Draghi che ha tagliato nuovamente i tassi di interesse, segnalando allo stesso tempo di non voler più intervenire nello stesso senso. Dagli Stati Uniti arriva lo stesso messaggio: Janet Yellen ha cambiato rotta al processo di incremento dei tassi. Sembra dunque che l’armistizio stia tenendo: le persone più potenti nel mondo finanziario si stanno allineando per dare respiro all’economia mondiale, invece di aumentare inflazione ed export interni a scapito degli altri paesi.

I mercati azionari non si sono mossi in maniera significativa nella settimana precedente il ponte pasquale, con i temi del terrorismo e la chiusura di posizioni in vista della fine del mese a dare debolezza agli indici di borsa. Il FTSE MIB ha chiuso giovedì poco sopra i 18.000 punti, il FTSE 100 vicino ai 6.150.

Il cambio Sterlina-Euro torna stamattina sopra l’1,27 dopo aver trovato supporto più volte a 1,26. Le incertezze derivanti dal referendum sul Brexit pesano ancora sulla moneta battuta dal Royal Mint.

I dati macroeconomici usciti la scorsa settimana mostrano un’inflazione ancora assente dall’economia britannica (+0,3% anno su anno a febbraio) mentre le vendite al dettaglio rimangono in crescita (+3.8% rispetto ad un anno fa). In Italia la crescita dei salari non sorprende (+0,8%) mentre le vendite al dettaglio scendono dello 0,8% annualizzato a gennaio. La fiducia dei consumatori italiana rimane alta, mentre quella degli imprenditori fatica a muoversi dalla neutralità.

In chiusura segnaliamo l’interessante articolo de Il Sole 24 Ore sul ruolo di Borsa italiana nella fusione tra Deutsche Boerse e London Stock Exchange Group.

Federico Lago

Londra, 29/3/2016