May rivela i tempi della Brexit: articolo 50 entro Marzo 2017

May rivela i tempi della Brexit: articolo 50 entro Marzo 2017

 

Theresa May inizia a svelare le sue carte nella partita per la Brexit: l’articolo 50 sarà attivato entro la fine di Marzo 2017, le leggi europee saranno incorporate nella legislazione UK con un unico atto, e si punterà al pieno controllo dei confini, sacrificando l’appartenenza al mercato unico. Le rivelazioni sono arrivate nel weekend appena trascorso, prima in un’intervista con la BBC e successivamente con un discorso all’Assemblea Tories a Birmingham, fornendo finalmente qualche chiarezza, se non sui contenuti, almeno sui tempi e i modi dell’uscita dall’Unione Europea.

La tempistica prima di tutto: entro sei mesi da oggi, prima delle attese elezioni in Germania e Francia, la May attiverà l’articolo 50 del Trattato. Da quel momento partiranno i due anni di tempo per perfezionare l’accordo tra Regno Unito e Unione Europea.  La vera Brexit, quindi, la vedremo nella primavera del 2019 quando cesseranno di valere i diritti europei che oggi (e fino ad allora) si applicano sul Regno, ovvero la libertà di movimento di persone, beni e capitali.

Prima di allora, ci sarà un passo importante: l’abrogazione del 1972 European Communities Act, la legge con la quale il Regno Unito riconosce l’autorità legislativa dell’Unione Europea. Con questo atto, previsto già all’inizio del prossimo anno, il Parlamento Britannico tornerà ad essere l’unico organo con capacità legislativa (oggi, in caso di conflitto, le leggi europee prevalgono su quelle nazionali, e si è vincolati alla Corte Europea di Giustizia).  Al momento della Brexit, l’intero corpus di leggi europee oggi valide in UK diventerà legge britannica, inizialmente immutate per garantire continuità. Successivamente, il Parlamento potrà decidere di modificare o abrogare le singole leggi.

Questa legge (definita il “Great Repeal Bill“) è un passaggio fondamentale, sia da un punto di vista formale che sostanziale, creando le basi legislative per la vera indipendenza dall’Unione Europea.  Secondo l’ideologia Brexit, con questa mossa il Regno Unito torna ad essere una “nazione sovrana”, completamente indipendente e padrona del suo destino.

Sui futuri rapporti tra UK e Unione Europea (e sui contenuti della negoziazione) Theresa May ha detto poche cose, ma ha voluto chiarire che il Regno Unito post-Brexit avrà il pieno controllo dei confini del paese, un obiettivo che rende impossibile la permanenza nel mercato unico (i leader europei hanno chiarito che non si può avere libero movimento dei beni senza libero movimento delle persone). Si va quindi per una “hard Brexit”, con buona pace di tutti coloro (inclusi alcuni ministri, buona parte del Parlamento e il leader scozzese) che spingono per uno scenario piú soft.

La strada per la May rimane tutta in salita, tra battaglie legali e politiche.  Il Parlamento spinge per avere un ruolo maggiore e potrebbe non approvare il Great Repeal Bill.  L’Unione Europea si rifiuta di aprire trattative informali fino a quando l’articolo 50 non sarà stato effettivamente invocato.  L’unico problema che la May sembra non avere è quello dell’opinione pubblica, che appare rassegnata alla Brexit, mentre l’opposizione preferisce combattere altre battaglie, dall’abolizione del fracking alla nazionalizzazione del British Bake Off.

Londra, 3 ottobre 2016

Francesco Ragni