May annuncia elezioni straordinarie l’8 giugno. “Necessario per la Brexit”

Secondo il Primo Ministro all'interno di Westminster non c'è quell'equilibrio politico che le possa permettere "serenamente" di portare a termine l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea

May annuncia elezioni straordinarie l’8 giugno. “Necessario per la Brexit”

 

Non ci sono le condizioni politiche per procedere verso la Brexit con questo Parlamento. Lo ha deciso Theresa May che oggi ha annunciato, a sorpresa, la sua intenzione di indire elezioni straordinarie giovedi 8 giugno 2017.

“È con riluttanza che ho deciso che il paese ha bisogno di nuove elezioni – ma sono fortemente convinta che siano necessarie per assicurare la leadership forte e stabile di cui il paese ha bisogno per la Brexit e oltre” ha detto May nel suo annuncio.

Tale decisione arriva in modo totalmente inaspettato, dato che la premier aveva sempre e ripetutamente escluso la possibilità di un ritorno alle urne prima della data prevista nel 2020 dalla legislazione inglese.

La mozione per approvare le nuove elezioni sarà presentata domani a Westminster, e dovrà essere approvata con una maggioranza dei 2/3. Ciò significa che per il ricorso alle urne sono necessari 434 voti del Partito Conservatore.

 

Le ragioni

Le elezioni anticipate si impongono per far fronte al clima di divisione all’interno di Westminster seminato in particolare dalle opposizioni laburista, Lib Dem e indipendentista scozzese sul tema dei negoziati con l’Unione Europea. Tali divisioni, nelle parole della May, rischiano ora più che mai non solo di indebolire il paese, ma anche di danneggiare ulteriormente il negoziato per la Brexit.

 

Principali reazioni 

La decisione “a sorpresa” di elezioni anticipate è stata accolta con reazioni positive da gran parte del partito conservatore: il PM Stephen Crabb regisce con entusiasmo su Twitter e definisce il momento come “perfetto per indire nuove elezioni”. Anche il precedessore della May, David Cameron, ha parlato della decisione come “coraggiosa” e “giusta”.

Reazioni a favore anche dall’opposizione: il leader dei Labour Jeremy Corbyn ha accolto le nuove elezioni come “l’occasione per decidere un nuovo governo che finalmente metterà davanti a tutto gli interessi della maggioranza” e, annunciando l’uscita delle proposte del suo partito nelle prossime settimane, promette di offrire una efficace alternativa al governo May che, nelle parole di Corbyn, “ha deteriorato l’economia e le condizioni di vita del paese e ne ha danneggiato il servizio sanitario“.

La decisione di Corbyn di appoggiare il ricorso alle urne è probabilmente dettata dal buonsenso: al momento della sua rielezione a leader del partito a settembre, il Labour Party registrava ancora livelli di impopolarità altissimi, nonché molte divisioni interne. Senza dimenticare il netto svantaggio sul partito conservatore. A distanza di pochi mesi, la situazione sembra non essere cambiata: secondo gli ultimi sondaggi, Theresa May può contare sul netto vantaggio del partito conservatore su quello labourista, con un vantaggio di ben 21 punti (fonte ComRes). Per Corbyn, tentare di negare il ricorso alle urne potrebbe significare una perdita di popolarità ancora più grande.

Il nuovo leader dell’UKIP Paul Nuttall vede invece la nuova chiamata alle urne come positiva per il proprio partito, ma dettata più da cinismo e dalla debolezza del partito labourista che dal vero bene per i cittadini. Commenti “velenosi” arrivano anche da una analisi del quotidiano The Guardian, che allude a quanto la vera ragione di queste elezioni sia una concreta possibilità, per il partito conservatore, di aumentare e rafforzare ulteriormente la propria maggioranza.

 

La linea della Scozia

La pensa allo stesso modo la leader scozzese Nicola Sturgeon, che ai microfoni della BBC ha dichiarato quanto la decisione della May sia “chiaramente negli interessi del partito, e non in quelli della nazione” e rappresenti nient’altro che una scusa per imporre una Brexit ancora più “hard”, con crescita ulteriore dell’austerity e maggiori tagli.

La mossa di Theresa May è un grave errore di calcolo” ha continuato “ora gli elettori hanno la possibilità di rifiutare queste imposizioni, così come la Scozia ha la possibilità di lottare ed indire un nuovo referendum”.