#Match4Lara, la campagna sul web per salvare Lara dalla leucemia

Corsa contro il tempo per trovare un donatore di midollo osseo compatibile per la studentessa londinese. Maggiori probabilità tra gli euro-asiatici

#Match4Lara, la campagna sul web per salvare Lara dalla leucemia

 

Asia + Europa + web. È questa la combinazione per trovare l’ago nel pagliaio: un donatore compatibile per Lara Casalotti, la ragazza italo-londinese che su internet sta mobilitando mezzo mondo per trovare il proprio eroe, l’anima gemella con le cellule giuste per salvarla dalla leucemia.

Londra è una città multiculturale – spiega a Londra Italia suo papà Stefano Casalotti che insegna alla University of East London – quindi speriamo di trovare un donatore euro-asiatico grazie alle numerose numerose iniziative che stiamo organizzando in città. Certamente anche la comunità italiana londinese può essere d’aiuto”. Nella Capitale inglese un bambino su dieci ha un’etnia mista.

#Match4Lara è l’hashtag lanciato dalla ragazza e dai suoi familiari per invitare tutti a registrare la propria disponibilità a donare il midollo osseo, e fare uno screening per aiutare tutti i malati a rintracciare il proprio alter-ego salvavita. Il tam tam è diventato virale ed ha già coinvolto 16mila persone: soprattutto nel Regno Unito – dove mercoledì anche il premier David Cameron ha lanciato un appello per aiutarla, e J. K. Rowling e Stephen Fry ne hanno twittato – molti paesi in Asia, gli Stati UnitI, l’Australia e, naturalmente, l’Italia e la comunità italiana di Londra.

 

 

“Lara sta facendo adesso il secondo ciclo di terapia – aggiunge – ed i medici vorrebbero fare il trapianto entro Aprile. Per questo motivo stiamo cercando il donatore: le probabilità di trovarlo aumentano se troviamo una persona con una etnia mista come quella di Lara e cioè europea ed asiatica, soprattutto thailandese e cinese”. E’ una lotta contro il tempo e contro mille difficoltà tra le quali l’età dei donatori (devono essere maggiorenni) e la complessità della tipologia di sangue. Suo fratello, purtroppo, non è compatibile ma esiste certamente qualcuno con le caratteristiche perfette. La sfida è trovarlo, fargli sapere la storia di Lara e convincerlo a donare un po’ delle sue cellule.

Molte le università e le istituzioni a Londra che hanno già ospitato gli screenings. Questo il calendario dei prossimi in programma:
– giovedì 28 gennaio al SOAS JCR (Thornhaugh Street, Russell Square, WC1H OXG) per giovani dai 16 ai 30 anni, dalle 10.30 alle 16.30;
– venerdì 29 gennaio all’Università East London dalle 10 alle 11 (solo per gli studenti dell’ateneo) e – per potenziali donatori dai 18 ai 55 anni – al centro islamico Hounslow Jamia Mosque (367 Wellington Road South, Hounslow, TW4 5HU) dalle 12 alle 14;
– domenica 31 gennaio ci saranno due appuntamenti: alla chiesa Parish Centre Annunciation Church (4 Thirleby Road, Burnt Oak, Edgware, HA8 0HQ) dalle 9 alle 15, e al museo ebraico Jewish Museum London (129-131 Albert Street, London, NW1 7NB) dalle 10 alle 15. Entrambi sono rivolti a potenziali donatori dai 18 ai 55 anni.

 

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La pagina Facebook – questa – ha già 15mila likes. Il sito dedicato a Lara è www. match4lara.com, dove trovare tutti gli approfondimenti (anche in lingua thailandese).  Le due charities che si occupano della raccolta dei campioni sono AnthonyNolan e DeleteBloodCancer.

Ci si registra sul web e, se non si può partecipare agli eventi, è possibile ricevere a casa – via posta – il kit fai-da-te: “basta una goccia di saliva – spiega papà Stefano – oppure un po’ di pelle grattata dall’interno della guancia: serve appena questo per capire se le proprie cellule sono compatibili con quelle di Lara”.

Ci sono iniziative anche in Italia (tra le quali quelle della Bocconi). L’organizzazione delle attività è a cura dell’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) insieme all’Ambasciata Thailandese in Italia. Tuttavia la raccolta dei campioni è meno semplice che negli altri Paesi: “Le diverse regioni – conclude Stefano Casalotti – hanno regole diverse: nel Lazio, ad esempio, bisogna fare un esame del sangue mentre in Lombardia è richiesto un campione di saliva”.

Francesca Marchese

Londra, 27/1/2016