Lutto per Filippo Corsini, la protesta in bici dal sindaco

Il destino di due ragazzi italiani, morti in bici sulle strade di Londra nell'arco di una settimana. Sotto accusa i mezzi pesanti con un basso 'livello di visibilità'.

Lutto per Filippo Corsini, la protesta in bici dal sindaco

 

LONDRA – Due italiani morti a Londra, Filippo Corsini e Lucia Ciccioli, entrambi in bicicletta ed entrambi travolti da un camion, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altra. Sono le vittime più recenti sulle strade londinesi, rispettivamente a Knightsbridge il 31 e Lavender Hill Battersea il 24 ottobre. Due storie al centro della battaglia per la sicurezza stradale che Londra Italia segue dalla morte di un’altra ciclista italiana a Londra, Federica Baldassa, travolta da un camion a febbraio 2015 a Holborn.

LA PROTESTA. Lunedì prossimo, 7 novembre, di pomeriggio dalle 5 alle 8, i ciclisti londinesi si sono dati appuntamento per protestare contro i mezzi pesanti nelle strade del centro. Si distenderanno tutti per terra, con le proprie bici: una manifestazione già organizzata in passato per ogni vittima in bicicletta. Stavolta la protesta non si svolgerà sul luogo dell’incidente di Filippo Corsini ma gli organizzatori vogliono portare la propria voce proprio sotto l’ufficio del sindaco Sadiq Khan. L’appuntamento è quindi davanti al municipio, la City Hall che si trova al lungofiume poco prima di London Bridge (l’indirizzo esatto è The Queen’s Walk, SE1 2). La protesta è organizzata dal movimento “StopKillingCyclists” che conta 5.900 membri su Facebook e 4100 su Twitter. Più info a questo link.

PIÙ VISIBILITÀ: I ciclisti chiedono al sindaco di velocizzare la “star rating for HGVs”, cioè la classifica del “livello di visibilità” degli autisti dalla cabina di guida. I mezzi pesanti (Heavy Goods Vehicles: HGVs) con un livello 0 saranno banditi dalle strade londinesi perché troppo pericolosi. Si calcola ce ne siano ancora 35mila, molti dei quali immatricolati negli anni Settanta. Secondo Transport For London, sono loro i responsabili del 70% degli incidenti mortali che hanno coinvolto i ciclisti negli ultimi tre anni. Per StopKillingCyclists ed altre organizzazioni, però, anche iniziare dal livello 1 non garantisce la sicurezza perché “i veicoli hanno cabine di guida con “angoli ciechi” e non sono fatti per viaggiare per le strade del centro”. Inoltre, l’avvio del progetto previsto nel 2020 è considerato troppo lontano nel tempo. Alla manifestazione di lunedì prossimo partecipano Cynthia Barlow di “Road Peace”, Caroline Russell eletta nell’assemblea comunale “London Assembly” e Andrew Gilligan di “Human Streets”.

 

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LUTTO PER FILIPPO. Filippo Corsini è stato ricordato stamattina in città durante una cerimonia di preghiera nella cappella della Madonna dei Sette Dolori, nella chiesa cattolica “Brompton Oratory” di Knightsbrige. Un momento di raccoglimento in attesa dei funerali che saranno celebrati in Italia, in Val di Pesa vicino Firenze.
Il punto dell’incidente è all’angolo tra Knightsbridge Road e Brompton Road, un incrocio enorme e molto trafficato: la ringhiera della fermata della metropolitana è coperta di fiori e messaggi d’affetto. Molti gli amici ed i colleghi che si fermano per una preghiera. “Abbiamo perso un grande uomo, ciao Filippo caro” scrivono Max, Debora, Bruno, Stefano e Mark. “Sei l’amico che riusciva a farmi ridere con la sia generosità e bontà”, scrive un altro amico. “You are my brother and you will always be my bro”, scrive Angel. “Fino ad un anno e mezzo fa viveva di cavalli – ricorda con Londra Italia il suo amico Alberto Violante – poi ha deciso di smettere per proseguire gli studi ed intraprendere una carriera legata al vino che è una tradizione di famiglia”.

L’INCIDENTE. Il conducente del camion, un uomo di 42 anni, è stato arrestato e poi rilasciato, conferma la polizia inglese a Londra Italia. Dovrà presentarsi davanti ad un giudice britannico il mese prossimo ed al momento su di lui non ci sono accuse ufficiali. L’incidente è avvenuto alle 12.40 di lunedì 31 ottobre: Filippo era in sella alla sua bicicletta, diretto verso Regent’s University dove frequentava un master in International Business. E’ morto sul colpo, alle 13.15 nonostante l’arrivo dell’ambulanza, anche quella in elicottero. La polizia britannica cerca testimoni oculari o chiunque possa avere informazioni utili: il numero di telefono da chiamare è 0208 543 5157 (risponde la Serious Collision Investigation Unit della polizia) oppure, anche in via anonima, il numero 0800-555-111 (risponde la charity indipendente Crimestoppers).
Pure Transport For London segue le indagini: “Daremo assistenza alla polizia – dice il responsabile dei trasporti in superficie Leon Daniels – i nostri pensieri vanno alla famiglia ed agli amici del ciclista che è morto dopo l’impatto con un camion a Knightsbridge”.

Londra, 2 novembre 2016

Francesca Marchese
@fmarchese_

foto: Francesca Marchese