L’Unione Europea dà ragione all’Italia: il semaforo inglese di valutazione dei cibi discrimina i prodotti italiani

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L’Italia ha vinto il primo turno della sua battaglia contro il nuovo sistema britannico di etichettatura dei prodotti alimentari, sistema che secondo il Governo Italiano discrimina contro alcuni dei prodotti alimentari italiani più’ pregiati, quali il Parmigiano Reggiano, l’olio d’oliva e il prosciutto crudo.

Il sistema, introdotto dal Governo britannico lo scorso anno, consiste in una sorta di semaforo che etichetta i cibi con un colore verde, giallo (ambra) o rosso in base al loro contenuto di grassi, sale e zucchero. Secondo questo sistema, pensato come misura per contrastare l’obesità’ fornendo ai consumatori maggiori informazioni sui cibi in vendita, i cibi verdi sono quelli considerati migliori per la salute (healthy), mentre gli ambra e i rossi sono quelli meno buoni (unhealthy).

Il sistema e’ stato messo sotto accusa dal Governo Italiano che lo ha criticato come ingannevole e discriminatorio nei confronti di prodotti tipici italiani, stimando un danno potenziale di 600-700 Milioni di Euro in mancate esportazioni. Il sistema infatti non distingue il junk food da cibi più’ naturali/tradizionali che hanno alte componenti di grasso ma sono parte di una tipica dieta mediterranea. Secondo questo sistema, infatti, un alimento come il Parmigiano Reggiano verrebbe segnalato in rosso a causa del suo contenuto di grassi, mentre una lattina di Diet Coke sarebbe verde.

Non è necessario essere Italiani per capire l’assurdità di questo sistema, e infatti la Commissione Europea, dopo alcuni messi di discussione, ha dato ragione all’Italia, stabilendo che il sistema semaforo è eccessivamente “semplicistico“.

“La Commissione condivide pienamente l’obiettivo della salute pubblica e la lotta all’obesità” del governo britannico, ha spiegato Miguel Sagredo, portavoce del commissario all’industria, “ma come guardiano dei trattati sta cercando i mezzi più appropriati e meno restrittivi per il commercio per raggiungere questo obiettivo”. Bruxelles ha espresso la preoccupazione che “il carattere semplicistico del sistema a semaforo possa creare qualche equivoco sulla qualità di alcuni prodotti” e quindi “renderne più difficile il commercio”.

L’esecutivo comunitario ha inviato a Londra una lettera di messa in mora, primo passo dell’apertura di una procedura di infrazione, per verificare se la misura possa costituire un ostacolo alla libera circolazione delle merci. Il Regno Unito ha due mesi di tempo per rispondere ai rilievi della Commissione.

La decisione è stata accolta dal Governo e dall’industria alimentare Italiana  con grande soddisfazione.  La stampa inglese invece non ha perso l’occasione per attaccare l’Unione Europea e condannare la loro decisione come un’insopportabile ingerenza.  Emblematico il titolo del Daily MailMeddling Eurocrats are disrupting Britain’s fight against obesity by claiming that the ‘traffic light’ labelling system would hit sales of high-fat foods like Nutella and cheese