Luca Fiore, il ‘busker’ italiano che canta nella Tube

Il cantautore vicentino ha vinto un anno di miniconcerti nella metropolitana di Londra. Ecco il suo "dietro le quinte"

Luca Fiore, il ‘busker’ italiano che canta nella Tube

 

Mai sentito cantare in italiano nella Tube? Potrebbe succedere quest’anno, visto che uno dei 300 buskers autorizzati a suonare nella metropolitana di Londra è un talentuoso chitarrista di Vicenza, Luca Fiore.

È l’unico italiano, conferma Transport For London a Londra Italia, ed è il migliore di tutti: ha vinto il concorso Gigs2015 indetto dal Comune di Londra per giovani musicisti nella categoria Solisti & Duetti e si è portato a casa la licenza per un anno di musica nelle 42 postazioni autorizzate lungo la London Underground. Canta solo in inglese, ha cominciato a gennaio ed a Londra, Italia spiega curiosità e retroscena della sua esperienza di busker nella Tube.

“Le stazioni più richieste – racconta Luca – sono quelle più centrali, nel West End: Leicester Square, Piccadilly Circus, Oxford Circus. Ogni martedì bisogna prenotare la propria postazione e queste tre sono le più gettonate perché sono le più frequentate da londinesi e turisti. Ecco perché TFL ha messo una restrizione: gli artisti possono prenotare Piccadilly Circus solo una volta a settimana, è tutto ben organizzato”. Tra le 270 stazioni della Tube, Oxford Circus è la più busy con 98 milioni di passeggeri nel 2014.

È quindi una “caccia al palcoscenico” migliore, quello con più audience: per capirne l’importanza basti pensare che in un giorno solo – il 4 dicembre 2015 – i passeggeri della Tube sono stati 4 milioni e 821 mila, 241 volte la capienza massima dell’ O2 Arena che contiene 20mila spettatori, 32 volte il CampoVolo per il maxiconcerto di Ligabue l’anno scorso. Gli artisti non vengono pagati e non possono richiedere un pagamento ai passeggeri ma possono accettare le donazioni da parte dei passanti.

“Ogni slot è di due ore – continua il musicista – io cerco di farne due al giorno, per pranzo e di sera. Tempo fa sono stato nella stazione della tube di Liverpool Street, l’altra volta in quella di Leicester Square. In generale cerco di trovare i lunotti più vicini alla gente e lontani dalle scale mobili: ad esempio a Piccadilly non c’è spazio a sufficienza, il lunotto è alla base delle scale quindi non c’è molto spazio per fermarsi ad ascoltare la musica. A King’s Cross è molto diverso: il lunotto si trova tra i due binari della Hammersmith and City Line, c’è molto più spazio”.

Non a caso alcuni artisti, con una strategia di marketing diversa, si esibiscono sempre nella stessa location alla stessa ora, meglio avvisando i fan via social. L’americano Tom Butler, ad esempio, suona a King’s Cross alle 10 di sera.

Luca è musicista full time, si esibisce a Londra sia come solista che in trio con alcuni colleghi. Fa concerti in locali, ristoranti, casinò, sulle navi da crociera. Adesso sta lavorando al montaggio di due video musicali. Ha un bel sito web che si trova qua, dove ascoltare alcuni brani del suo album “Behind the clouds”, la pagina Facebook LucaFioreMusic e il profilo Twitter.

A contatto con la gente, e con il ritmo sonoro della Tube tra arrivi dei treni, partenze ed annunci di “Mind the Gap”, gli aneddoti non si contano: “Una volta – racconta Luca – una coppia si è messa pure a ballare. Un’altra volta ho dovuto fare i conti con il citofono: stavo suonando in un lunotto che si trovava proprio accanto l’apparecchio per chiedere informazioni sull’orario dei treni; una signora anziana mi ha chiesto di “cantare piano” perché non riusciva a sentire cosa le dicevano…”.

Sono numerosi gli artisti italiani che tentano questa strada per ritagliarsi uno spazio nel mondo della musica. Alle selezioni di Gig2015 ha partecipato anche il chitarrista catanese Angelo Costanzo: “Ho suonato Redemption song di Bob Marley e Wonderwall degli Oasis – dice a Londra Italia – e la prima scrematura è andata bene, mi erano sembrati entusiasti. Poi, però, dopo di me si è esibito un fenomeno… e mi hanno comunicato picche. TFL preferisce eterogeneità musicale e strumentistica, ed onestamente era pieno di cantanti con chitarra. Mi ripresenterò sicuramente: voglio fare busking a Londra così come ho già fatto a Taormina, è un’esperienza che consiglio a tutti i musicisti”.

Il sito di riferimento dell’iniziativa del Comune di Londra è “Busk in London” e si trova a questo link.

Francesca Marchese
@fmarchese_

Londra, 23/2/2016