Londra come il grande fratello: 1 telecamera ogni 14 persone

Secondo le stime sono quasi cinquecentomila le CCTV presenti sull'interno territorio della capitale tra quelle pubbliche e le private

Londra come il grande fratello: 1 telecamera ogni 14 persone

 

A Londra c’è una telecamera di sorveglianza ogni 14 persone. Si tratta di una stima che in questi giorni è diventata più che mai attuale, in considerazione dell’ultimo attentato terroristico presso la stazione di Parsons Green dove proprio le videoriprese sono state fondamentali per risalire ai presunti autori. Ben 77 i video analizzati solo in questa specifica occasione dalla Metropolitan Police e Scotland Yard.

Come anticipato, si tratta di una stima offerta da CCTV Installation experts, un sito che unisce professionisti del settore, che ha elaborato dati raccolti in diversi ambiti: dalla TFL, la società che gestisce i trasporti pubblici, ai Council, i Comuni, che curano la parte amministrativa dei 33 quartieri di Londra.

A questa infinita serie di telecamere vanno aggiunte quelle posizionate nei luoghi privati come banche, supermercati, negozi, locali, ingressi dei palazzi, ascensori e molto altro ancora. Telecamere non direttamente collegate con le forze di polizia, ma che vengono utilizzate qualora se ne renda necessario l’utilizzo a fini investigativi.

Ecco, perché, rimane difficile capire quante effettivamente siano le telecamere che ogni giorno, 24 ore su 24, monitorano una delle capitali più affollate del mondo con i suoi otto milioni e mezzo di cittadini, più tutti i turisti che transitano per Londra in ogni ora dell’anno. Anche in questo caso si tratta di una stima, ma il numero potrebbe senza problemi aggirarsi attorno delle cinquecentomila.

Una delle CCTV pubbliche posizionate a Oxford Street

Difficile anche capire quante volte al giorno si è sotto all’occhio elettronico di una CCTV, come tecnicamente vengono definite le telecamere di videosorveglianza: c’è chi parla di centinaia di volte, basandosi su un tragitto standard che si compie appena usciti da casa diretti al posto di lavoro, utilizzando i trasporti pubblici dove, ad esempio, si può finire per essere ripresi ben 10 volte se si sale  su un double-decker, i bus rossi a due piani, dove sono proprio dieci le telecamere di sorveglianza installate al suo interno, cinque per piano.

Appena qualche anno fa, era il mese di maggio del 2013, uno scambio di email reso pubblico tra una cittadina londinese Ashley Davis  e Jasmine Howard responsabile per conto della TFL del FOI, Freedom of Information ufficio predisposto a rispondere a tutte le richieste poste dai cittadini sul trasporto pubblico londinese, ha fatto emergere che nell’intera rete della Tube erano 15.516 le CCTV, delle quali 17 nella sola stazione di Parsons Green.

Numero che sicuramente è cresciuto nel corso degli anni a seguire, in considerazione dell’utilizzo dei nuovi vagoni più tecnologici rispetto a quelli sostituiti e più datati, utilizzati per la prima prima volta lungo l’Overground, e poi ampliati alla Metropolitan, Central e District.

Più telecamere anche come conseguenza dei recenti attentati terroristici che si sono registrati a Londra nel corso degli ultimi mesi, che hanno fatto aumentare il livello di controllo pubblico sull’intero territorio con il supporto di nuova polizia, militari e, in particolar modo, di nuovi mezzi dotati di telecamere che si muovono lungo le strade, rendendo di fatto non più solo fissa, ma anche mobile la videosorveglianza su tutta Londra.