Londra riparte dalla “fase 2”: Soho esplode di gente, ma non tutti hanno riaperto

Tra i gestori che hanno aperto: "Cerchiamo di seguire le linee guide del governo per contenere il contagio da coronavirus"

Londra riparte dalla “fase 2”: Soho esplode di gente, ma non tutti hanno riaperto

 

Per essere un sabato sera a Londra, tutto questo è surreale”. È il commento di Andrea Laffi, service manager al Gordon’s Wine Bar, la vineria più antica della capitale. Dopo mesi di chiusura, il Gordon’s, al pari di migliaia di pub in Inghilterra, è alla prova della riapertura al pubblico.

È il nostro primo servizio dopo mesi e abbiamo messo a punto una serie di misura in osservanza alle guidelines del governo”, commenta Laffi che rivolgendosi ad un avventore, spiega: “Solo tavoli da quattro, mi dispiace”.

Questa è una delle misura che abbiamo adottato. Se abbiamo un gruppo con più persone, più di quattro, li accomodiamo su più tavoli. Per osservare il social distancing non possiamo fare diversamente. In realtà, considerando la terrazza che abbiamo a disposizione, é una misura che non è andata ad inficiare il volume di persone che riusciamo ad ospitare. Al netto del metro di distanza che dobbiamo osservare, abbiamo perso solo sette tavoli. La presenza degli ombrelloni garantiva già spazio tra le persone”.

Il Gordon’s Wine Bar di Londra lo scorso sabato

Quindi tornando alla fila di clienti in attesa, Laffi controlla la registrazione al wifi del locale a chi entra. “Chiediamo ai clienti di registrarsi per avere traccia di chi entra ed esce. Basta una registrazione per tavolo, ma per noi è fondamentale. Ci serve nell’ipotesi di contagio e ricostruzione delle presenze”.

Una misura che al Gordon’s è stata adottata anche per i dipendenti. “Abbiamo diviso il personale in due gruppi. Il team A e il team B la cui presenza è monitorata dall’app di track and trace interna che abbiamo sviluppato. Se dovessimo registrare contagi nell’uno o nell’altro team, saremo capaci di isolare uno dei due gruppi e continuare con l’altro, assicurando il servizio”.

Quindi venendo all’elemento di sanificazione dei locali, Laffi spiega: “Puliamo ogni tavolo che si libera e per ogni avventore che utilizza i servizi igienici. Stiamo molto attenti a questo aspetto”.

Adattamenti e misure necessari per contenere la diffusione del Covid-19 che abbiamo incontrato anche altrove, tra i pub e i ristoranti della Capitale londinese e del Regno Unito.

Londra è aperta” ha commentato il sindaco Sadiq Khan, invitando i londinesi alla cautela. Ma attraversando la città, dalle Docklands fino a Green Park, più che una ripartenza, è una falsa partenza. Pochi i pub aperti. Chiuso lo storico The Anchor a South Bank.

Altri, invece, riapriranno solo dal 6 luglio. Tra questi il Prospect of Whitby, una delle taverne più antiche sul Tamigi. Riprende, invece, la movida a Soho adattata a zona pedonale, per permettere a pub e ristoranti di accomodare i clienti all’esterno, sulla strada.

Da sabato Old Compton St. e Frith St. ospitano la consueta esplosione di colori, energie, e fiumi di alcol (nella foto in alto) che mette, però, a dura prova il social distancing e pregiudica i risultati finora raggiunti.


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