Renzo Piano a Londra: “L’architettura è una responsabilità sociale”

Il grande architetto genovese protagonista alla Royal Academy of Arts che celebra i suoi 50 anni di carriera attraverso una mostra unica

Renzo Piano a Londra: “L’architettura è una responsabilità sociale”

 

Si potrebbe realizzare una città intera con oltre cento dei progetti firmati da uno degli architetti più celebri del mondo: Renzo Piano. Adesso qualcuno l’ha realizzata davvero, con tanto di aeroporto, ospedali, grattacieli, edifici dedicati ai servizi ai cittadini, musei, ponti, strade e collegamenti vari. Una città in miniatura che intende offrire un concentrato degli oltre cinquant’anni di carriera dell’architetto genovese.

Lo straordinario plastico è in mostra presso la Royal Academy of Arts di Londra, parte dell’esposizione interamente dedicata a Renzo Piano che si aprirà sabato (15 settembre) per andare avanti fino al 20 gennaio del prossimo anno.

The art of making buildings” vuole ripercorrere il tragitto personale e professionale dell’architetto da quando era studente, passando alle esperienze in ambito internazionale, fino a diventare uno dei più acclamati disegnatori dei nostri tempi.


Costruire è una responsabilità sociale – ha detto Renzo Piano in occasione dell’anteprima riservata alla stampa -. L’architettura è un luogo in cui le persone s’incontrano e condividono”.

La mostra illustra il lavoro di Piano in ordine cronologico, passando in rassegna 16 dei suoi progetti più significativi: dalle sperimentazioni degli esordi con sistemi strutturali innovativi come il Centro George Pompidou di Parigi (1971), al work in progress come l’Academy Museum of Motion Pictures attualmente in costruzione a Los Angeles, passando per edifici culto come lo stesso Shard di Londra (2012), l’aeroporto Kansai International di Osaka (1994) e il Whitney Museum of American Art a New York (2015). “Non avevo mai notato che ci fosse una sorta di filo rosso che collegasse tutte le mie opere – ha raccontato l’architetto -. Lo sto scoprendo proprio oggi, dato che in effetti è la prima volta che vedo in mostra così tanti miei lavori racchiusi in un unico ambiente. E quel filo rosso penso che si possa racchiudere nel lavoro fatto nel creare ambienti nelle città di tutto il mondo che avessero lo scopo di unire, di fare aggregazione. Sono convinto che la mia sia stata un’architettura che ha avuto il compito di costruire, non nel senso pratico del termine, quanto più filosofico. Costruire relazioni tra le persone, tra le generazioni”.

Non sempre però le idee di Renzo Piano hanno trovato consensi e apprezzamenti al primo istante, c’è voluto tempo prima che alcune opere, divenute poi icone, venissero “digerite” dalla massa. E’ il caso dello Shard di Londra, uno dei grattacieli più alti d’Europa inaugurato nel 2012, definito inizialmente una bruttura dai londoners per la sua imponenza che andava ad intaccare lo skyline del sud della capitale dove ancora oggi non ci sono palazzi alti, ad esclusione della “scheggia”.

L’isola: la città in miniatura realizzata con 102 opere firmate da Renzo Piano

Perché agli inizi lo Shard è stato visto semplicemente come un grattacielo – racconta Renzo Piano -. Ed invece quel grattacielo rappresenta tanto, anche come modello di architettura sostenibile a livello internazionale. Lo Shard è una città verticale pronta a ospitare diecimila persone senza neppure un parcheggio, ma totalmente collegato con la rete dei trasporti pubblici. Pubblico e privato che si incontrano in una perfetta simbiosi che convive sia in maniera verticale che orizzontale”.

La mostra della Royal Academy of Arts rappresenta anche una sorta di rivincita per Renzo Piano che, a sei anni di distanza dalle numerose critiche ricevute per lo Shard, è riuscito poi a far breccia nel cuore degli inglesi.

Info: “Renzo Piano, The Art of Making Buildings” (in basso alcune foto dell’esposizione): dal 15 settembre al 20 gennaio presso la Royal Academy of Arts di Londra (Burlington House, Piccadilly, London, W1J 0BD). Costo del biglietti: £14. Link al sito ufficiale.