A Londra la pasta fresca arriva per posta, un’idea tutta italiana da 10mila porzioni al mese

La startup festeggia due anni di attività e finaziamenti ricevuti per oltre 2 milioni di euro

A Londra la pasta fresca arriva per posta, un’idea tutta italiana da 10mila porzioni al mese

 

A ottobre del 2016 erano state consegnate appena 30 porzioni di gnocchi col pesto alla genovese. Esattamente due anni dopo, settembre 2018, le porzioni di pasta infilate nelle cassette della posta degli inglesi sono arrivate a quasi 10mila solo nell’arco dei trenta giorni, per un fatturato che si aggira intorno alle 100.000 sterline/mese.

Sono i numeri di un nuovo successo che vede italiani intraprendenti cercare di fare business con una delle maggiori tradizioni culinarie del Bel Paese: la pasta fresca.

Parliamo di “Pasta Evangelists”, una startup con base a Londra che in questo periodo festeggia proprio due anni di attività e che ha proposto agli inglesi, e londinesi in particolar modo, un nuovo modo di mangiare la pasta all’italiana, partendo dal modo in cui riceverla a casa: per posta.

C’è prima di tutto da sottolineare perché abbiamo scelto di fondare una società che vende pasta fresca – ha spiegato James McArthur, cofondatore, originario di New Zealand, da trent’anni a Londra e con un passato operativo in Italia -. Il mercato della pasta fresca da decenni non subisce cambiamenti: il pastificio produce la pasta, il cliente la va a comprare direttamente lì oppure ai supermercati nei banchi frigo. Dove, però, non viene venduta una vera pasta fresca appena prodotta, quanto prodotta anche mesi prima, congelata e poi riportata a temperatura di frigo per essere esposta e venduta. Nonostante questo processo, che di fatto fa perdere alla pasta il titolo di ‘fresca’, il mercato internazionale registra miliardi di fatturato annuo. Ma se pasta fresca su larga scala deve essere, che lo sia davvero…

Da sinstra Alessandro Savelli e James McArthur tra i cofondatori di “Pasta Evangelists”

Da qui l’idea di fondare “Pasta Evangelists” che oltre a produrre pasta fresca attraverso fornitori specializzati in partnership, realizza anche sughi e condimenti basati sulla tradizione culinaria italiana, anche proponendo formati di pasta talvolta conosciuti solo a livello regionale e quasi del tutto sconosciuti a livello italiano. Come i malloreddus sardi, il tradizionale pesto alla genovese con fagiolini e patate, i pici cacio e pepe di Roma, il pesto alla trapanese, con costi che vanno dai £6.50 per porzione per ricette più semplici come ad esempio orecchiette con pesto di pistacchio, fino agli £11.95 per quelle più elaborate come tortelloni con ripieno di aragosta.

Il tutto poi viene confezionato, guarnito di apposito foglio di istruzioni che oltre a spiegare come cucinare e assemblare il tutto, offre anche la storia di quel piatto, e spedito attraverso delle scatole realizzate per passare attraverso le celebri buche delle lettere delle porte inglesi.

Consegne che non superano le 24 ore dall’ordine, che avviene attraverso il sito internet ufficiale, sia a Londra che nel resto dell’Inghilterra.

Nei due anni di attività abbiamo proposto qualcosa come 200 ricette della tradizione italiana – spiega Alessandro Savelli, cofondatore, di origine italoinglese con studi in nord America – perché il nostro obiettivo non era semplicemente ‘deliverare” la pasta fresca nel minor tempo possibile, ma anche importare in Inghilterra quella varietà di formati di pasta e condimenti tipica dell’Italia. Questo per far scoprire agli inglesi che non esistono solo fusilli, pennette, spaghetti e lasagne, o beef ragù e besciamella, ma un mondo di gusti e sapori quasi infinito. Ecco perché abbiamo chiamato la startup Pasta Evangelist, perché la nostra è una sorta di evangelizzazione che stiamo compiendo a favore del popolo britannico”.

Missioni religiose a parte, l’azienda sta registrando importanti numeri supportati anche da una serie di finanziamenti ricevuti per un totale di circa 2 milioni di euro, che hanno permesso alla startup di emergere in un mercato, come quello del food inglese, che sta sempre più conquistando la consapevolezza di cosa significhi mangiare di qualità.

Non a caso nella lista dei cofondatori di “Pasta Evangelists” ci sono anche Prue Leith la presentratrice di “Great British Bake Off”, Giles Coren presentatore BBC e food critic del Sunday Times food e William Sitwell critico di Masterchef UK. Segno che gli inglesi non vogliono farsi scappare quest’occasione di assaporare il vero made in Italy in UK.