Londra, startups e la Brexit che non spaventa

La capitale inglese primo territorio europeo per quantità di capitali raccolti nel campo della New Economy: 1,1 miliardi di sterline dall'inizio dell'anno

Londra, startups e la Brexit che non spaventa

 

Se la Brexit sta spaventando le grandi aziende, soprattutto banche, produttori di automobili e compagnie aeree, non sta per il momento intaccando la fiducia di chi, più di ogni altro, ha bisogno di certezze nel breve medio termine: le startups.

Londra, infatti, continua ad essere la capitale europea nel campo della New Economy tanto da aver registrato nel corso dei primi sei mesi dell’anno investimenti da parte di venture capital per un ammontare che supera 1,1 miliardi di sterline spalmati su 544 progetti, contro i 775 milioni di sterline su 136 startups registrati nello stesso periodo da Berlino, la seconda città europea ad attrarre questo tipo di capitali.

Sono dati ufficiali elaborati e diffusi da London & Partners, società del Comune di Londra, che evidenziano come il periodo post referendum di giugno 2016 sia stato indubbiamente uno dei più incerti della storia recente per l’economia britannica con andamenti altalenanti del valore della sterlina e annunci fatti da grandi aziende di ricollocare fuori dai confini i propri headquarters, ma non lo è stato per il mondo delle startups londinesi che sono riuscite a chiudere importanti accordi.

Tra quelli maggiormenti degni di nota, “Improbable” operativa nel campo della realtà virtuale ha ottenuto finanziamenti per 388 milioni di sterline, seguiti da altri tre importanti accordi di società basate a Londra e in prima linea nel campo del fintech: “Funding Circle” ha ottenuto 82 milioni, “Zopa” 32 milioni e “Monzo” 22 milioni.

La fetta maggiore degli investimenti in startups nel  Regno Unito da sempre è appannaggio di Londra, dove è presente l’ecosistema secondo al mondo dopo la Silicon Valley, con 1,1 miliardi di sterline nei primi sei mesi del 2017, che si vanno ad aggiungere agli altre 200 milioni raccolti nel resto del Paese, tanto da portare l’intero territorio dell’UK ad aver otteneuto da gennaio a giugno finanziamenti nel campo della New Economy per un totale di 1,3 miliardi di sterline: quattro volte di più di quanto raccolto nel medesimo periodo di appena quattro anni fa, 2013, e a dispetto di una Brexit che spaventa i grandi, ma non i piccoli.