La Londra “anti-Brexit” sbarca a tavola

Dal sindaco Sadiq Khan la nuova iniziativa #MyLondonDish per non far perdere interesse agli investitori, soprattutto nel campo del Food

La Londra “anti-Brexit” sbarca a tavola

 

Se non puoi fargli cambiare idea nelle sale del Parlamento, almeno provaci attorno a una tavola. Questo deve aver pensato il sindaco di Londra Sadiq Khan nel lanciare la nuova iniziativa dal titolo #MyLondonDish inserita nella campagna #LondonIsOpen che da mesi cerca di non far perdere appeal alla capitale inglese a livello internazionale, nonostante la Brexit.

Questa volta si farà leva su uno degli aspetti più noti di Londra: la varietà culinaria che la metropoli offre, grazie alle numerose comunità che qui vivono. L’intento di #MyLondonDish è quello di continuare a richiamare investitori da tutto il mondo, soprattutto quelli spaventati dagli ultimi accadimenti politici dovuti alla scelta del Regno Unito di lasciare l’Unione Europea.

Il sindaco Sadiq Khan alle prese con uno dei suoi piatti preferiti: fish & chips.

Londra è una delle poche città al mondo che vanta una ricca serie di ristoranti Stelle Michelin: ben 65. Ai quali si vanno ad aggiungere altri migliaia di posti dove mangiare, in rappresentanza di ben 70 differenti culture culinarie . Questo grazie alla possibilità di importare cibo da tutto il mondo. Aspetto che potrebbe risentirne una volta usciti dall’EU con relative conseguenze sulla capacità di difendere questa varietà anche nel futuro più imminente.

#MyLondonDish ha ottenuto il consenso di numerosi top chef inglesi, tra tutti Jamie Oliver, tra i primi a proporre piatti della tradizione british rivisitati attraverso proprio le influenze culturali che Londra ha registrato nel corso degli ultimi decenni.

L’invito a prendere parte all’iniziativa è esteso a tutti, tanto che è stata creata un’apposita sezione su internet. Si tratta di fatto di un movimento che intende promuovere la diversità culinaria di Londra attraverso i canali Socials. Diversità che potrebbe risentirne con la questione Brexit. Quindi attraverso la piattaforma chi vuole, professionisti del settore, top chef,  investitori, gente comune, da’ il proprio contributo visivo affinché l’attuale patrimonio culinario venga tutelato.

Perché, come anticipato, il vero rischio è quello che una volta usciti dall’Unione Europea, e senza i giusti accordi tra Paesi membri e con gli altri mercati internazionali extra europei, Londra possa perdere anche la capacità di attrarre investitori nel campo Food, da sempre uno dei traini maggiori del turismo tanto da generare milioni di sterline di introiti al giorno.