Lavoro, aumentano i salari (+14%) ma pesa l’incertezza Brexit

Molti europei rimangono cauti in attesa delle novità dal Governo UK in vista dell'uscita dall'UE fissata al 29 marzo

Lavoro, aumentano i salari (+14%) ma pesa l’incertezza Brexit

 

Cosa succederà agli europei residenti in UK dopo il 29 marzo non è ancora dato di saperlo. Quello che sappiamo però è che la Brexit ha senz’altro contribuito a creare un clima di incertezza per l’economia britannica.

Le offerte di lavoro continuano ad essere tante, ma è pur vero che gli europei residenti in terra albionica cominciano a riprogettare un futuro nel proprio paese di origine, e in alcuni casi lo hanno già fatto. Per non parlare di quegli europei che, all’indomani della Brexit, hanno deciso di non partire, ovvero di non scegliere il Regno Unito come paese di destinazione.

Ci sono industrie per le quali l’uscita dall’EU ha avuto e avrà un peso maggiore: il settore manifatturiero, turistico, finanziario e persino il sistema nazionale sanitario (NHS), che conta un numero altissimo di impiegati europei (dottori ed infermieri).

Al tempo stesso continuano le chiusure e gli spostamenti dovuti alla Brexit. Proprio in questi giorni la European Medicines Agency, l’Agenzia europea per i medicinali, ha chiuso i propri uffici nella zona di Canary Wharf, dove era basata dal 1995, con una conseguente perdita di 900 posti di lavoro altamente qualificati. Le 28 bandiere europee che decoravano l’atrio dell’agenzia sono state calate e piegate in vista del trasferimento nella sede di Amsterdam.

Nonostante il Regno Unito viva un periodo turbolento, l’ultimo report dell’ONS (Office for National Statistics) conferma un aumento salariale per i lavoratori del 14% (dal 2017 al 2018), incremento tra i più alti dell’ultimo decennio. Aumento che potrebbe però essere causato dalla difficoltà, per le aziende, di identificare profili qualificati ed interessati a cambiare lavoro. Infatti, continuando a leggere il report, viene confermata la complessità, per le aziende, di ricerca di personale.



Non a caso, anche l’ultimo report di CV-Library, portale di ricerca lavoro, conferma un aumento del 12.1 % delle offerte di lavoro in cui viene indicata anche la remunerazione (per rendere più appetibile l’offerta).

Il numero di candidature inviate negli ultimi mesi del 2018 è invece diminuito del 3.5%. In questo clima di incertezza infatti, i lavoratori preferiscono essere cauti, rimanendo nelle aziende in cui sono da anni anziché accettare nuove offerte di lavoro.

C’è però una nota positiva: negli ultimi 3 mesi del 2018, è aumentato il numero di CV registrati sui portali di ricerca lavoro, confermando la tendenza tipica di questo periodo dell’anno, ovvero quella di cercare lavoro prima di Natale così da cominciarne uno nuovo con il nuovo anno.

Anche per i job seekers (e per tutti gli europei!) la speranza che la Brexit non danneggi troppo il Regno Unito è l’ultima a morire.


L’autrice di questo articolo è Teresa Pastena director & recruitment consultant @CV&Coffee. Per contattarla potete mandare un’email a: teresa[at]cvandcoffee.com

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