La Scozia allerta Londra: “Se la Brexit non ci soddisferà potremmo lasciare l’UK”

A dichiararlo il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon con l'obiettivo di limitare i danni per il proprio paese

La Scozia allerta Londra: “Se la Brexit non ci soddisferà potremmo lasciare l’UK”

 

Mentre Londra è ancora in una fase di stallo nel decidere tutti i dettagli in vista dell’uscita dall’Unione Europea il prossimo 31 ottobre, Edimburgo mette la marcia più veloce e prende una decisione che suona molto come una minaccia: “Se l’accordo sulla Brexit non ci soddisferà, nel 2021 decideremo se far parte o meno del Regno Unito“.

Questo, in parole povere, quanto riferito oggi dal primo ministro scozzese Nicola Sturgeon (foto in alto @Flickr) confermando quanto per mesi si era vociferato sulla possibilità che la Scozia decidesse di uscire dall’UK per limitare i danni dovuti all’abbandono del mercato unico e dell’unione doganale.

Il sistema di governo di Westminster non serve gli interessi della Scozia, e il sistema di decentramento, nella sua forma attuale, è ora visto del tutto inadeguato rispetto al compito di proteggere tali interessi”, ha detto il primo ministro scozzese nel corso del pomeriggio, aggiungendo: “La Brexit rende inevitabile il cambiamento per la Scozia”.

Questo significa che Edimburgo sta studiando vari piani per tutelare i propri interessi dopo che il Regno Unito avrà abbandonato l’Unione Europea il prossimo 31 ottobre.

Diverse, infatti, le opzioni proposte dalla Sturgeon: un’uscita con un accordo che tuteli la Scozia, la possibilità di rimanere quanto meno nel mercato unico, e addirittura invertire le procedure di uscita se un mancato accordo è la sola opzione tra Londra e Bruxelles.

Ma sul piatto c’è anche la possibilità di un nuovo referendum da proporre ai cittadini scozzesi nel 2021 con una sola e semplice domanda: volete far parte ancora del Regno Unito?.

Proprio come avvenne nel 2014 quando il 55% decise di rimanere contro il 44% che ne chiedeva invece l’indipendenza.

Ma a quel tempo il termine Brexit ancora non era mai stato pronunciato da nessuno e, soprattutto, non era un reale pericolo per la Scozia, come invece lo potrebbe essere a partire dal prossimo 31 ottobre.


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