La regina Elisabetta di nuovo a Londra per il “Queen’s Speech”

La 95enne monarca ha letto gli obiettivi del governo britannico per i prossimi mesi. E' la sua 67esima volta

La regina Elisabetta di nuovo a Londra per il “Queen’s Speech”

 

La regina Elisabetta II per la 67esima volta nella sua carriera da monarca ha partecipato alla tradizionale inaugurazione della nuova sessione del Parlamento britannico leggendo il programma di leggi e riforme messe in cantiere dal governo per i prossimi mesi, noto come “Queen’s Speech”.

La 95enne è  giunta all’evento affiancata come negli ultimi tre anni dall’erede al trono Carlo, indossando un abito da mattina chiaro (nella foto in alto), con l’immancabile cappello, sullo sfondo di una cerimonia – la prima di questa importanza a un mese dalla scomparsa del quasi centenario principe consorte Filippo – limitata rispetto al consueto cerimoniale solenne dalle residue precauzioni imposte dalla pandemia.

Il discorso letto dalla regina, che è durato una manciata di minuti, come di consueto è stato scritto da Boris Johnson e dal suo team e prevede una serie di progetti che Downing Street ha in programma di realizzare nel corso dei prossimi mesi, ma anche anni considerato che tra i temi trattati c’è stato anche l’impegno verso il contrasto ai cambiamenti climatici che prevede una riduzione significativa delle emissioni di anidride carbonica nel Regno Unito entro il 2030.

Passando, invece, alle questioni più a breve scadenza, la Regina ha posto l’attenzione sulla ripresa del paese dal punto di vista sociale ed economico nella fase post pandemica con forti finanziamenti che il governo mettere in piede soprattutto per evitare una riduzione importante della forza lavoro.

Il governo britannico sosterrà i diritti umani e la democrazia in tutto il mondo e promuoverà l’impegno globale per garantire l’istruzione a 40 milioni di ragazze nel mondo” – ha poi aggiunto la monarca.

La Regina ha ricordato che il Regno Unito ospiterà il summit dei G7 e guiderà lo sforzo globale “per assicurare una robusta ripresa economica dalla pandemia“. “I miei ministri approfondiranno i legami commerciali nel Golfo, in Africa e nella regione dell’area indo-pacifica“, ha poi aggiunto la sovrana, garantendo anche che Londra continuerà a fornire aiuto per ridurre la povertà e alleviare le sofferenze umane.

Ci sono anche “misure per rafforzare l’integrità e l’unione” del Regno Unito fra le priorità programmatiche del governo di Boris Johnson.

Misure che appaiono una risposta secca alle richieste di un nuovo referendum sulla secessione della Scozia rilanciate dagli indipendentisti dell’Snp, ma a cui si affianca l’impegno per “rafforzare” la devoluzione, in particolare nell’Irlanda del Nord afflitta dalle tensioni del dopo Brexit.

Nonché un progetto generale addirittura di “rinnovamento della democrazia e della costituzione” destinato a comprendere peraltro una revisione controversa degli equilibri con il sistema giudiziario.

In generale sono confermate le anticipazioni sull’obiettivo primario di rilanciare il Paese e la sua economia dopo l’emergenza Covid e di puntare a una maggiore uguaglianza di opportunità e a un incremento dei posti di lavoro. Promessi anche fondi per la sanità e finanziamenti pubblici senza precedenti per la ricerca, l’istruzione e la formazione.