Da CGIL e TUC una nuova guida ai diritti degli Italiani che lavorano nel Regno Unito

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Si intitola “Lavorare nel Regno Unito: una guida ai tuoi diritti” la nuova guida bilingue (Italiano e Inglese) realizzata dalle associazioni sindacali italiane e britanniche per gli italiani che lavorano nel Regno Unito.

La guida è stata predisposta dalla Inca-CGIL UK (il patronato della CGIL, il maggiore sindacato italiano) in collaborazione con TUC, la Confederazione nazionale dei sindacati britannici che rappresenta 54 sindacati di categoria.

La guida sarà presentata venerdì 23 gennaio 2015 alle 18.30 alla sede della Inca-Cgil UK di 124 Canonbury Road, London, N1 2UT, in un incontro al quale parteciperanno i sindacati delle categorie nelle quali sono più numerosi i lavoratori italiani del Regno Unito: Sanità, Ristorazione, Scuola e Università, IT, Finanza.  Il dibattito sarà introdotto da Marisa Pompei, presidente dell’Inca-Cgil UK e coordinato da Rosa Crawford, responsabile delle Relazioni Europee e Internazionali del TUC.   L’incontro è aperto a tutti, ma i posti sono limitati ed è necessario registrarsi a questo indirizzo.  Successivamente la guida sarà disponibile gratuitamente presso gli stessi uffici oppure online sul sito della TUC.

Citando alcuni dati della Fondazione Migrantes, una nota del Patronato della Cgil di Londra avverte che “Il Regno Unito è diventato  il Paese dove gli Italiani sono emigrati maggiormente durante il 2014, con un incremento pari al 71% rispetto al 2103. Il 2015, stando alle previsioni, dovrebbe confermare il trend.” I dati ufficiali parlano di 250 mila persone  iscritte all’AIRE (Anagrafe degli Italiani residenti all’Estero) e di altrettante non iscritte, per un totale di circa 550 mila in tutto il  territorio nazionale, con punte di maggiore concentrazione nelle grandi città: Londra per prima, Birmingham e Manchester ma anche Leeds, York e Liverpool.

“Almeno il 60% dei nuovi immigrati ha meno di 35 anni e il 25% si colloca fra i 35 ed i 44 anni. I settori in cui sono impegnati – spiega il Patronato – si discostano da quelli tradizionali  e vanno dalla sanità alla scuola e università, dall’ingegneria alla finanza, dal commercio alla ristorazione e ai servizi, dai trasporti alla moda e, infine, anche al design, senza escludere il campo della Information Technology”. “Questo – conclude la  nota – ci restituisce l’immagine di una immigrazione complessa e variegata, ma accomunata da un unico bisogno: quello di conoscere e capire le regole del lavoro e i diritti che ne conseguono e che non sempre sono gli stessi della esperienza italiana”.

Tramite le sue sedi estere, l’Inca-Cgil assiste gratuitamente gli italiani residenti all’estero nell’ottenimento dei diritti previdenziali ed assistenziali ma anche su questioni generaliste, collaborando con i sindacati locali e tenendo informata la comunità italiana su questioni che riguardano i diritti del lavoro (maggiori informazioni sul sito www.inca.it).