Johnson perde pezzi: altri 5 dimissionari nel suo staff

E monta anche la sfiducia nel suo partito: 17 deputati hanno pronte le lettere ma per far scattare il voto ne servono 54

Johnson perde pezzi: altri 5 dimissionari nel suo staff

 

Cresce la tensione all’interno del partito di maggioranza britannico dopo le dimissioni a raffica che si sono registrate nel corso degli ultimi giorni nel cerchio ristretto dei collaboratori di Boris Johnson. Sono salite a cinque le partenze da Downing Street, lultima è quella di Elena Narozanski, componente della Policy Unit.

La prima ad annunciare le dimissioni è stata giovedì Munira Mirza, capo dell’unità di consiglieri politici del premier, che lavorava al fianco di Johnson dal 2008. Nella lettera con la quale annunciava l’intenzione di lasciare il governo, la Mirza ha spiegato che la frattura con Johnson si è creata dopo che il premier si era rifiutato di scusarsi per le parole offensive pronunciate lunedì contro il leader dell’opposizione laburista, Keir Starmer.

Si sono fatti da parte anche Dan Rosenfield, capo della staff, Martin Reynolds, responsabile della segreteria di Johnson e il responsabile media Jack Doyle. Tre dei collaboratori erano stati coinvolti direttamente nello scandalo partygate

Tensioni quindi alle stelle all’interno del partito di Johnson alle prese anche con l’inizio di una rivolta interna: secondo la Bbc sono 17 i deputati Tory che hanno inviato la fatidica lettera per chiederne la sfiducia ma per far scattare il voto ne servono almeno 54.

Non aiuta neppure il fatto che il Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, dato come uno dei possibili pretendendi alla poltrona di Jonhson, abbia preso pubblicamente le distanze dal premier rispetto al suo attacco contro il leader Labour.

Secondo gli analisti le prossime ore saranno fondamentali per l’attuale premier per cercare di abbassare i toni all’interno del suo partito per fare in modo di assicurarsi la poltrona anche nei prossimi mesi.