Jeremy Corbyn e la politica “gentile”

Il leader dei Labour conferma le sue posizioni nel tanto atteso discorso all’assemblea annuale

Jeremy Corbyn e la politica “gentile”

 

A distanza di più di due settimane dalla sua elezione a leader del partito Laburista, Jeremy Corbyn non smette di far parlare di sé. Martedì 29 settembre il politico inglese ha tenuto a Brighton il suo primo discorso ufficiale all’assemblea annuale del partito e, sebbene questo sia stato accolto da applausi e standing ovation la stampa britannica, che lo aveva duramente attaccato il giorno della sua elezione, si è nuovamente abbattuta sulla sua figura decisamente fuori da quel tradizionalismo che sappiamo piacere tanto ai britannici.

Un discorso sicuramente tanto atteso, che ha dato a Corbyn la possibilità di aprire reagendo con toni scherzosi agli attacchi della stampa (“avrete sicuramente notato come alcuni giornali abbiano avuto interesse nello scrivere di me ultimamente”- ha scherzato) e di alcuni politici. Nessuna risposta è invece arrivata all’attacco da parte di Matteo Renzi nei suoi confronti –  attacco commentato dai principali quotidiani britannici come aspro, insolito e poco ponderato.

Il primo discorso di Corbyn in veste di capo del partito ha rappresentato soprattutto l’occasione per delineare le sue posizioni sui temi centrali della politica nazionale ed internazionale del suo paese. Al di là delle polemiche infatti, il leader ha ribadito le sue posizioni anti-austerity e decisamente distanti dall’attuale dibattito politico inglese, fermo invece da anni su posizioni molto simili tra loro.

Il Regno Unito” – ha dichiarato – “dovrebbe concentrarsi di più sulla sanità, sull’educazione e sul mercato immobiliare piuttosto che sull’immigrazione, che non rappresenta un problema ma anzi una vera e propria opportunità per il miglioramento socio-economico del paese”, arrivando a citare l’Italia come esempio di un paese che ha a cuore la protezione della propria industria.

Il punto centrale del discorso, carico di un sentito patriottismo, è da cogliere nella frase “non fate come i Tories”, ovvero “non accontentatevi, non mettete limiti al vostro talento e alle vostre ambizioni, ma anzi aspirate al cambiamento”. Cambiamento che per Corbyn è decisamente possibile e mira a riportare in auge valori persi e dimenticati che possano essere alla base di una politica “gentile”.

Nel suo discorso di quaranta minuti circa, il leader del Labour ha condannato fortemente qualsiasi forma di cyberbullismo, attacco alla persona e abuso online. Corbyn ha anche espresso il suo rifiuto all’uso del nucleare né ora né in un ipotetico futuro in veste di Primo Ministro, dichiarandosi contrario al rinnovamento di Trident, il programma missilistico nucleare del Regno Unito.

Sebbene non abbiano rappresentato una novità , le idee “rivoluzionarie” espresse da Corbyn durante l’assemblea e i giorni seguenti hanno avuto comunque l’effetto di scombussolare la stampa e i partiti britannici che si pongono ora un nuovo interrogativo: in che direzione si avvierà il dibattito politico? È veramente destinato verso un nuovo estremismo o quello portato da Corbyn è soltanto un polverone destinato a dissolversi presto?

Mariaelena Agostini

@AgostiniMea

Londra, 2/10/2015