ITS Clubhouse: a Mayfair il primo club “italiano” di Londra

Il fondatore Matteo Cerri: «Promuoviamo il made in Italy con un supporto internazionale, quattro soci su cinque sono stranieri»

ITS Clubhouse: a Mayfair il primo club “italiano” di Londra

 

Un ristorante, un wine bar, due terrazze, sei stanze riservate ai membri. Tutto in 400 metri quadrati a Shepherd Street, nel cuore di Mayfair. Un nuovo club londinese, di quelli che da secoli rappresentano una parte importante della vita sociale della capitale, ma con una caratteristica unica. Sarà il primo a proporsi come il club del lifestyle italiano a Londra. Il nome scelto è “ITS Clubhouse” e nascerà dove prima c’erano un locale, un fioraio e due appartamenti storici che saranno presto rinnovati.

A lanciare l’iniziativa è Matteo Cerri, un imprenditore milanese che vive e fa business nella City da 23 anni, mentre la regia del progetto è della moglie Ioana. La loro idea è stata quella di creare uno spazio che desse ai membri del club la possibilità di lavorare, tenere meetings, rilassarsi, dedicarsi ai propri interessi, fare aperitivi e cene in un unico posto. In sintesi, sia un luogo di lavoro, sia di intrattenimento, caratterizzato dal calore e dalla qualità dell’ospitalità italiana. E che al tempo stesso funzioni come showcase per mostrare il meglio del design e della cultura del Bel Paese.

«I lavori inizieranno a fine giugno e speriamo di chiuderli entro la fine dell’autunno», spera Cerri. «Questo club deve e vuole essere una realtà dove si possa promuovere l’italianità attraverso prodotti gastronomici e culturali, ma che sia inserita nella realtà londinese allo stesso tempo. Non a caso fra i soci, dei quali abbiamo già raggiunto il numero massimo consentito, solo il 20% è rappresentato da italiani. A Mayfair avremo il primo club ma, grazie al successo del fundraising, speriamo di avviare questo progetto in altre realtà simili, inserendole nella vita di quartiere, a Londra e non solo».

L’ITS Clubhose seguirà un modello leggermente diverso rispetto ai tipici Gentlemen Club inglesi. Invece di essere esclusivo per i soli soci, il suo living space sarà aperto a tutti, ad eccezione di alcune aree riservate a chi possiede la membership. E’ un modo per puntare sulla possibilità di fare network, invece della classica tendenza elitaria di chiudere un club al mondo esterno. Lo scopo dell’ITS Clubhouse, secondo il suo ideatore, sarà quello di rendere la comunità italiana più integrata con Londra e con il resto dei suoi abitanti, che sia nel campo della cucina, come in quello della moda, del design e della cultura.

Un format simile a quello che Cerri punta a realizzare nel fashion street café di Shoreditch, presso la sede londinese dell’Istituto Marangoni dove, oltre ai servizi del bar, gli studenti della nota scuola di fashion avranno la possibilità di esporre le loro creazioni. E che potrebbe funzionare anche altrove. «La nostra iniziativa soddisfa il bisogno di molte persone che vivono qui, tanto da puntare subito ad altri spazi» continua Cerri, «Fra i nostri sogni ci sarebbe anche l’idea di aprire un club a New York, altro contesto dove la realtà italiana è presente e merita di essere conosciuta»

Il progetto, in corso di realizzazione, è stato finanziato grazie anche ad una campagna di crowdfunding che in breve tempo ha già raccolto oltre 550mila sterline, superando di slancio l’obiettivo iniziale di 300mila sterline. E nonostante non aprirà i battenti prima di alcuni mesi, il locale di Mayfair ha già raccolto l’interesse della FPA (Foreign Press Association) che lo ha scelto come proprio punto di incontro privilegiato per i priori associati, oltre 450 giornalisti esteri, tra i quali molti italiani.