Giovani e ricercatori: l’Italia premia le sue menti più brillanti nel Regno Unito

Quarta edizione di "Italy made Me" diretto ai ragazzi che si sono formati in Italia e hanno poi continuato il percorso di studi in UK

Giovani e ricercatori: l’Italia premia le sue menti più brillanti nel Regno Unito

 

Studiano gli sviluppi che l’intelligenza artificiale può avere applicata alla musica; i comportamenti di un individuo all’interno di un gruppo; cercano soluzioni per combattere la sclerosi multipla e analizzano come il sistema sanitario pubblico prenda in cura un paziente in base al suo status sociale ed economico.

Sono sono alcune delle centinaia di ricerche che ogni anno vengono portate avanti da ragazzi italiani nel Regno Unito. Ricerche che rappresentano motivo di orgoglio per il nostro Paese tanto che l’Ambasciata italiana a Londra ha realizzato un apposito premio.

Giunto alla quarta edizione, si intitola “Italy Made Me” e quest’anno ha visto protagonisti:

  • Serena Lucotti dell’Università di Oxford con la sua ricerca “Mirare alla biosintesi dei prostanoidi durante le metastasi: il potenziale terapeutico dell’aspirina e oltre”
  • Fabio Morreale della Queen Mary University of London: “Effetto delle alterazioni della struttura dello strumento sulle prestazioni del violino”
  • Giuseppe Moscelli dell’Università di York: “La scelta del paziente e le disuguaglianze dello status socio-economico nell’accesso all’assistenza sanitaria pubblica”
  • Luca Peruzzotti Jametti dell’Università di Cambridge: “Terapia con cellule staminali neurali personalizzate per persone con sclerosi multipla progressiva”
  • Cristina Scarpazza del King’s College London: “Quando l’individuo conta più del gruppo: come promuovere l’inferenza a livello individuale dei disturbi cerebrali usando tecniche di neuroimaging”
  • Francesca Tallia dell’Imperial College di Londra: “Dispositivo ibrido stampato in 3D con biofrequenza per la rigenerazione tissutale articolare della cartilagine”

“Italy Made Me”, come anticipato, è una iniziativa dell’Ambasciata italiana a Londra con il sostegno dell’Università Telematica delle Scienza Niccolò Cusano, l’Associazione culturale italiana “Il Circolo” e il Gruppo Consulcesi.

A consegnare i riconoscimenti ai giovani ricercatori, che vengono selezionati grazie anche al supporto dell’Associazione degli Scienziati italiani nel Regno Unito (AISUK) e dell’Italian Medical Society of Great Britain (IMSOGB), è stato l’ambasciatore Raffaele Trombetta.

Durante la serata il professor Antonio Guarino presidente AISUK ha illustrato le modalità con cui la giuria, presieduta dalla professoressa Carla Molteni e composta dal consiglio scientifico di Ambasciata e da prestigiosi accademici che operano nel Regno Unito, ha condotto le selezioni dei candidati. Questi di seguito i profili dei vincitori di quest’anno.


Serena Lucotti

Si è laureata all’Università di Pisa nel 2011 con un Master in Biologia Molecolare e Cellulare. Ha quindi iniziato il suo percorso di ricerca presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Oxford nel 2012. Il suo progetto mirava a comprendere i meccanismi alla base dell’effetto anti-metastatico dell’aspirina. Durante questo progetto ha studiato il ruolo delle piastrine, delle cellule endoteliali e delle cellule mieloidi durante lo sviluppo delle metastasi polmonari nei modelli preclinici.


Fabio Morreale

E’ un ricercatore presso il Laboratorio di strumenti del Centro per la musica digitale della Queen Mary University di Londra. Ha un dottorato in Informatica e 8 anni di esperienza nell’interazione uomo-macchina, tecnologia musicale e codifica creativa. Il focus della sua ricerca è l’analisi critica e l’innovazione nella progettazione di strumenti musicali digitali (DMI). Ha messo in pratica le sue ricerche teoriche sviluppando numerosi strumenti musicali, interfacce e installazioni.


Giuseppe Moscelli

Ha conseguito la laurea in Economia e gestione delle istituzioni e dei mercati finanziari nel 2004 e il Master in Finanza nel 2007 presso l’Università Bocconi di Milano. Ha lavorato nel settore dell’investment banking come analista di gestione del rischio di front-office nella divisione Capital Markets di Lehman Brothers a Londra per poi trasferirsi in un programma di dottorato in Econometria ed economia empirica presso l’Università di Roma Tor Vergata e successivamente nel team di politica sanitaria del Center for Health Economics dell’Università di York. Attualmente è docente di economia presso l’Università del Surrey.


Luca Peruzzotti-Jametti

E’ un ricercatore presso il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche nell’Università di Cambridge, laureandosi e lavorando presso l‘Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, presso il Dipartimento di Neurologia e l’Unità di Neuroimmunologia. Ha ricevuto ulteriore formazione presso l’Ospedale universitario di Zurigo, presso l’Istituto di Anatomia, Università di Aarhus in Danimarca e presso il Laboratorio di cellule staminali e Neurologia di Lund in Svezia. Luca è poi entrato nel Dipartimento di Neuroscienze Cliniche e nella Clinical Trials Unit dell’Università di Cambridge. 


Cristina Scarpazza

Ha iniziato il suo percorso universitario laureandosi in Psicologia presso l’Università di Padova per poi trasferirsi nel Regno Unito presso il King’s College di Londra dove ha portato avanti ricerche di diverso genere nel corso degli ultimi due anni.


Francesca Tallia

E’ un ingegnere biomedico entrato a far parte dell’Imperial College di Londra come ricercatore. Fa parte del Dipartimento Materiali, dove sta studiando applicazioni di nanomateriali ibridi, organici e inorganici per la realizzazione di impianti sostitutivi su problemi che affliggono l’apparato osseo umano.