Italia Wasteels, 50 anni di calcio italiano a Londra raccontati in un documentario

Il club è impegnato nel campionato di Second Division ed è formato da quasi tutti figli di emigranti

Italia Wasteels, 50 anni di calcio italiano a Londra raccontati in un documentario

 

Compie 50 anni la più antica squadra di calcio italiana a Londra attualmente impegnata nel campionato di Second Division, e un documentario dal titolo “A generation game – Italia Wasteels” realizzato dal regista italoinglese Luciano Ruocco ne racconta la nascita fino a giungere ai giorni nostri, attraverso storie ed emozioni che interessano ben tre generazioni.

Sarà proiettato in anteprima venerdì, 11 gennaio, presso il “The Den – The Collective HQ” al numero 14 di Bedford Square nella zona di Fitzrovia a Londra, e in occasione della preview gran parte dei protagonisti saranno presenti.

Essere un giocatore dell’Italia Wasteels è da sempre motivo di orgoglio per tante famiglie italiane emigrate a Londra nel corso dei decenni passati. Ma il dubbio ora è uno solo: riuscirà questa storica società a continuare ad andare avanti anche nei decenni a seguire?

Ho voluto raccontare questa storia, perché è in realtà una storia che parla di tutti noi. Figli di emigranti che cercano di fare aggregazione attorno a una comune passione – spiega il giovane regista -. Il calcio è in realtà un pretesto per non perdere di vista i valori e le tradizioni del paese d’origine. Ma questo non sempre è facile da mettere in atto, e ancora di più riuscirci nel corso degli anni che passano. Gli Italia Wasteels ci sono riusciti per ben 50 anni. Ma ora con i tempi che corrono, la Brexit che incombe, le difficoltà economiche, sarà possibile mantenere ancora viva questa tradizione?”.




Tra i protagonisti troviamo Marco Marchini, capitano e figlio di Claudio, a sua volta allenatore e uno dei fondatori (i due nella foto in alto). Marco rappresenta la seconda generazione, dato che ormai è un angloitaliano a tutti gli effetti. Il papà lo ha introdotto nella squadra alla giovane età di tredici anni.  Essendo il capitano ovviamente ha grandi responsabilità, non solo in campo ma soprattutto nel mantenere compatto lo spogliatoio.

C’è poi Claudio Marchini, l’allenatore, fondatore e componente della parte più storica della comunità italiana a Londra. Quella formata da chi giunse a Londra negli anni Cinquanta e Sessanta quando all’epoca trasferirsi in UK rappresentava un vero e proprio viaggio della speranza.

John Sidoli è invece l’amministratore della squadra, si è unito al club poco tempo dopo essere stato istituito. Nel percorso degli anni è stato calciatore, allenatore e fa parte della seconda delle tre generazioni coinvolte. Suo padre ha fatto l’allenatore per tanti anni e, come Claudio, John ha passato il testimone in campo a suo figlio, Romano.

Luigi Farnesi è invece il segretario della squadra nonché uno dei fondatori, presente fin dall’inizio del club ma con un ruolo più organizzativo che d’azione.

Darren Anderson è invece l’oriundo a casa propria: è infatti il giocatore inglese nella squadra italiana, che conquista rispetto ed ammirazione da tutti i suoi compagni anche se il suo sangue non è italiano.

Italia Wasteels dimostra di essere una rarità nella società di oggi – aggiunge Luciano Ruocco – dove la Brexit è ormai all’ordine del giorno, ed emigrazione e accoglienza sono tra gli argomenti più dibattuti in ogni ambito. La squadra rappresenta invece una storia di successo: un gruppo di giovani emigrati che hanno avuto la determinazione di creare un’organizzazione all’estero con tanto amore e passione che dura da cinquant’anni”.

Un fermo immagine tratto da “A generation game – Italia Wasteel”