Inquinamento in UK, un terzo dei bambini è a rischio quotidiano

Il tragitto verso la scuola quello più pericoloso a causa della presenza di auto incolonnate che diffondono gas nocivi

Inquinamento in UK, un terzo dei bambini è a rischio quotidiano

 

Un terzo dei bambini inglesi cresce in un ambiente che ha altissimi livelli di inquinamento. A sostenerlo è una recente ricerca dell’Unicef, che ha lanciato un allarme a difesa dei piccoli britannici. Diffusi nel Clean Air Day, il giorno dell’aria pulita, i risultati sostengono che i ragazzi al di sotto dei 18 anni che vivono in zone inquinate sono 4,5 milioni, ma di essi oltre un milione e mezzo ha meno di cinque anni, mentre i piccolissimi sono 270mila.

Come se non bastasse l’ambiente quotidiano a minacciare la crescita sana dei bimbi e il loro benessere i piccoli sono anche costretti a comportamenti rischiosi; secondo il rapporto dell’Unicef uno dei momenti di maggior pericolo è il tragitto da casa a scuola, compiuto tanto in auto quanto a piedi.

Camminare fino a scuola lungo strade trafficate significa esporre i bambini a un quantitativo di inquinamento decisamente superiore a quello cui sono sottoposti gli adulti. Colpa della loro altezza ridotta, che li pone più vicini al tubo di scappamento delle automobili incolonnate ai semafori o negli ingorghi o del fatto che sono seduti immobili nei passeggini.

A dimostrarlo è stato un esperimento condotto dalla Queen Mary University in quattro grandi città: Manchester, Leeds, Glasgow e Londra. I ricercatori hanno usano la tecnica delle immagini termiche per rilevare le tracce di Co2 sui bambini che avevano fatto la camminata fino a scuola e mostrare quanto siano più investiti dai fumi tossici rispetto agli adulti. Fotografie dai colori accesi e vibranti, che hanno spaventato esperti e genitori, visto che quello che si respira andando a scuola è poi anche quello che entra in classe dalle finestre, e che si respira nel playground.

Non a caso negli ultimi mesi ci sono stati gruppi di genitori che hanno cominciato a raccogliere fondi per dotare le classi di alcune scuole pubbliche di Londra di sistemi di purificazione dell’aria, imitando l’esempio delle famiglie di una scuola preparatoria di Notting Hill. Si tratta di macchinari di dimensioni ridotti, semplici da montare, che però costano tra mille e cinquemila sterline ciascuno, quindi lo Stato non li può comperare.

Per i bambini, però, farebbero la differenza, dato che, come sostiene il professor Jonathan Grigg che ha condotto l’indagine per Unicef, l’inquinamento atmosferico durante l’infanzia è associato a una riduzione nello sviluppo dei polmoni, che si porta dietro conseguenze come asma e polmonite. Per evitare il peggio  bisognerebbe usare i trasporti pubblici e scegliere di camminare lungo strade secondarie meno trafficate.

L’analisi dell’Unicef che segnala che i bimbi inglesi vivono in un ambiente “pericoloso”, infine, è stata compiuta tenendo conto del limite massimo di inquinamento atmosferico accettabile fissato dall’Organizzazione mondiale della Sanità nel 2005, che è del 60 per cento inferiore a quello definito per legge in Inghilterra e Galles. Da questa parte della Manica, infatti, si usa un’unità di misura diversa anche per misurare il Co2.

Nonostante le contestazioni dell’Unione europea, che di recente ha segnalato il Regno Unito alla Corte Europea di Giustizia, perché è in ritardo nell’adeguarsi ai livelli ideali. Come del resto altri Paesi tra cui Francia, Germania, Romania e Italia. I grandi inquinatori, che mettono a rischio il benessere soprattutto degli adulti di domani.


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito