L’Inghilterra strizza l’occhio al passato: rilancio dei tram contro l’inquinamento

Si tratta di nuovi mezzi dotati di batteria senza bisogno di linee aree di alimentazione

L’Inghilterra strizza l’occhio al passato: rilancio dei tram contro l’inquinamento

 

L’arma contro l’inquinamento sono i tram. A sostenerlo è un progetto proposto dal Ministero dei Trasporti, che vuole ampliare su tutta l’Inghilterra un sistema di trasporto leggero su rotaia, in modo da ridurre la dipendenza dalle auto private.

Secondo un rapporto pubblicato nei giorni scorsi, infatti, questi tram potrebbero portare in giro ventimila passeggeri l’ora in ogni direzione, quattro volte più di quanto non facciano gli autobus di linea.

In più, il sistema di tram allo studio sarà alimentato a batterie senza bisogno di linee aree di alimentazione, costose per posa e manutenzione, e senza impatto ambientale. Con un immediato miglioramento della qualità dell’aria, che non avrebbe gas serra, emissioni e anche una riduzione dell’inquinamento acustico.

Il primo tram alimentato con questo sistema è stato introdotto a Birmingham lo scorso anno ed ha avuto già buoni risultati. Ma l’idea è di coprire un’area ben più vasta, in una specie di ritorno al passato.

I tram erano molto popolari tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, prima che i binari venissero coperti per lasciare spazio ad autobus e automobili. Al momento in Inghilterra sono operative soltanto otto linee, ma il Ministero intende rilanciare questo sistema di trasferimento delle persone, anche per ridurre l’impatto del traffico sulle strade.

L’anno scorso una ricerca ha infatti sottolineato come l’Inghilterra sia uno dei paesi più congestionati in termini di traffico, con gli automobilisti costretti a perdere in media 32 ore all’anno per via di ingorghi e code quotidiani.

Al momento esistono linee di tram solo a Tyne e Wear, Blackpool, Manchester, Sheffield, Nottingham, nelle West Midlands, nella zona est e sudest di Londra e a Croydon. Alcuni sono tram tradizionali, che si muovono lungo strade percorse anche da altri veicoli, altre invece sono linee dedicate, come la Docklands Light Railway di Londra, che è separata dal resto del traffico.  Lo scorso anno su queste otto reti hanno circolato 267 milioni di passeggeri.

Un numero tutt’altro che banale, ma che potrebbe aumentare ancora, in modo da contenere traffico e inquinamento atmosferico. A gestire le nuove reti dovranno essere le municipalità locali, ma il Governo ha intenzione di sostenere il programma con degli aiuti e investimenti, come già accaduto in passato su alcune delle linee esistenti.

Negli ultimi anni, ad esempio, sono stati concessi 310 milioni di sterline alla zona delle Midlands per ampliare la rete con nuovi mezzi, e sono stati finanziati lavori per 337 milioni nel territorio di Tyne e Wear. Sul piatto potrebbero esserci per il futuro altri due miliardi e mezzo di sterline, in arrivo anche dal fondo chiamato Transforming Cities.

I dettagli economici, però, sono ancora allo studio e anche i termini per la scelta di località e mezzi è da definire. L’unica certezza è che è stata tracciata la direzione da prendere: ridurre traffico ed emissioni, prendendo al volo… l’idea del tram.


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito


Foto @Pixabay
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