Estero: il candidato del centrodestra e quelle finte email targate AIRE

Santini elettorali spediti spacciandosi per l'Anagrafe degli italiani all'estero: è polemica su Massimiliano Codoro

Estero: il candidato del centrodestra e quelle finte email targate AIRE

 

Quando nella casella arriva un’e-mail targata AIRE (l’Anagrafe degli Italiani all’Estero) potrebbe trattarsi di una comunicazione urgente. Informazioni di servizio, novità legislative, un cambiamento nelle modalità di rinnovo del passaporto. Meglio leggere. Immaginarsi la sorpresa quando gli ignari destinatari si sono trovati davanti il faccione di tre candidati (due alla Camera e uno al Senato), su sfondo tricolore, con tanto di indicazione per il voto.

La verità si scopre facilmente: l’indirizzo di provenienza (univoco e che, al contrario del nome, non può essere scelto liberamente) è quello del candidato di centrodestra (accreditato in quota Lega) Massimiliano Codoro. Milanese, classe 1966, Codoro si presenta nella missiva assieme a due compagni di coalizione: Simone Billi (anche lui Lega) e Massimiliano Fantetti (Forza Italia).

Il caso è arrivato alle orecchie dell’Ambasciata, che si è premurata di pubblicare un avviso in cui si dissocia totalmente e precisa che in nessun caso il Consolato invia agli elettori materiale di propaganda elettorale. Ma la miccia ormai è accesa.

Non è detto che sia illegale. Oggi un indirizzario può valere dai 5 ai 50 euro a nome, a seconda del livello di profilazione. Dati venduti da società di ricerca specializzate, e raccolti con svariate modalità. Non ultima, l’iscrizione a pagine Facebook, la partecipazione a forum di discussione e l’uso di  tutti quegli strumenti ormai essenziali per la vita di un expat.

Contattata da Londra, Italia, l’Ambasciata di Londra ha confermato in modo netto di non avere mai fornito il database degli indirizzi AIRE a nessuno.  Il dubbio che qualcuno abbia avuto accesso alla lista, un elenco riservato, però, rimane.

Secondo capitolo. Alcuni lettori ci hanno segnalato che contemporaneamente alla scheda elettorale (ma in una busta diversa) sono arrivati i santini di diversi candidati di destra e sinistra. Coincidenza? Come ripeteva Andreotti (notoriamente religioso) a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca.

In questo caso non facciamo i nomi. Due pesi, due misure? Non proprio. Il marketing elettorale non è vietato, e in entrambi i casi l’indirizzario potrebbe essere stato assemblato nel pieno rispetto della legalità – del resto, non leggiamo quasi mai  quello che firmiamo fornendo il consenso al trattamento dei nostri dati personali. Siamo ai confini, ma la forma è rispettata.

La violazione è spacciarsi per l’AIRE,  l’anagrafe dei residenti all’estero. Parigi val bene una messa, il fine giustifica i mezzi: potremmo infilare una serie di citazioni sulla necessità di essere cinici in politica. Ma preferiamo cavarcela con tre parole: non si fa.

@apiemontese


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