Il Regno Unito autorizza i primi trapianti di utero

La sindrome di Rokitanski, caratterizzata dalla mancanza dell'utero, colpisce una donna su 5,000

Il Regno Unito autorizza i primi trapianti di utero

 

Dieci donne inglesi avranno la possibilità di concepire un bambino, malgrado non abbiano l’utero. L’Health Research Authority ha approvato la scorsa settimana il trial clinico per effettuare i primi trapianti di utero nel Regno Unito. L’approvazione etica è stata concessa dall’HRA a seguito delle tre operazioni portate a termine con successo in Svezia negli ultimi dodici mesi. Il primo bambino inglese nato grazie a questa procedura potrebbe nascere entro il 2018.

La sindrome di Rokitanski, patologia caratterizzata appunto dall’agenesia dell’organo dell’apparato riproduttivo femminile, è più comune di quanto si possa pensare e colpisce in media una donna su cinquemila. In molti altri casi invece, l’utero viene rimosso a causa di operazioni per asportare tumori.

I criteri di valutazione fissati dall’Health Research Authority per i candidati al trapianto sono però molto rigidi e solo 104 donne su 300 sono risultate idonee alla procedura.  Un candidato idoneo deve avere un’età fra i 25 ed i 38 anni, la cittadinanza inglese, una relazione a lungo termine, delle ovaie funzionanti ed essere in peso forma.

L’intervento chirurgico sarà inoltre tutto tranne che facile ed indolore.  Le pazienti dovranno sottoporsi ad una operazione di sei ore, e per i seguenti dodici mesi saranno costrette ad iniziare una terapia di immunosoppressori per ridurre i rischi di rigetto dell’organo. Se dopo un anno non sorgerà alcun tipo di complicazione, l’embrione in vitro, congelato e fecondato prima del trapianto, sarà impiantato nella paziente. L’utero sarà poi rimosso dopo sei mesi dalla nascita del secondo figlio così da non dover mantenere la terapia con immunosoppressori per il resto della vita.

Ottenuta l’approvazione etica, adesso servono i fondi.  L’organizzazione benefica Womb Transplant UK, che ha ideato ed organizzato il trial clinico, ha già raccolto £40.000, ma per iniziare il trial ne occorrono £500.000.  Una cifra che non spaventa Richard Smith, primario ginecologo al Queen Charlotte’s & Chelsea Hospital, Imperial College, capo del trial clinico. “Sono sempre stato molto ottimista”, ha detto Smith. “Il progetto è iniziato completamente senza soldi. In qualche modo, qualcuno ci ha sostenuto e dato abbastanza fondi per andare avanti.”

E’ stato proprio il costo decisamente elevato del trial a sollevare dubbi negli ultimi giorni; molte persone si sono chieste se sia il caso che l’NHS offra questo servizio gratuitamente. Il trapianto dell’utero è visto da alcuni come una scelta di vita piuttosto che come una necessità medica e per questo motivo, secondo loro, l’NHS dovrebbe sovvenzionare altri tipi di trattamenti più urgenti.

Un punto di vista comune anche in Italia. Secondo Luigi Fedele, responsabile del Centro della Sindrome di Rokitanski all’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, questa è una delle principali ragioni per cui in Italia i comitati etici non prenderebbero in considerazioni le richieste di trapianti di utero.  L’utero non è considerato un organo che salva la vita, ma è va sottolineato che questo trial clinico sarà invece in grado di generarla.

Martina Bet

Londra, 5/10/2015

foto: © Julian Rupp/Corbis